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B&B conteso tra ex coniugi: quasi 900mila euro richiesti, domande respinte

B&B conteso tra ex coniugi: quasi 900mila euro richiesti, domande respinte

Un immobile destinato a bed & breakfast, beni di famiglia e richieste economiche per quasi 900mila euro. Secondo la cronaca del 19 ottobre 2026, il Tribunale civile di Como ha respinto le domande contrapposte di due ex coniugi, senza riconoscere le somme richieste.

La vicenda evidenzia una distinzione essenziale: un conflitto patrimoniale non basta a fondare il diritto a un risarcimento. Il resoconto non riporta gli estremi né il testo integrale della sentenza. Le regole generali illustrate di seguito vanno quindi tenute separate dalle motivazioni del singolo caso.

Il caso di Como: dal comodato del B&B alle richieste incrociate

Secondo quanto riportato, nell’accordo di separazione del 2016 il marito aveva concesso gratuitamente alla moglie l’utilizzo dell’immobile destinato a B&B. La restituzione era prevista nel 2019, ma il rilascio sarebbe avvenuto soltanto nel 2023, dopo il contenzioso sulla cessazione del comodato arrivato fino in Cassazione.

Nel 2025 l’ex marito avrebbe chiesto quasi 650mila euro tra danni, mancati guadagni, utenze e rimborsi, oltre alla restituzione di preziosi e oggetti familiari. L’ex moglie avrebbe avanzato domande per poco meno di 250mila euro, relative a investimenti nell’attività, avviamento, premi assicurativi e spese per il figlio.

La cronaca riferisce il rigetto di tutte le domande. Per come è descritta, la controversia riguarda rapporti patrimoniali collegati alla separazione: va distinta dal giudizio sullo scioglimento del matrimonio.

Comodato scaduto: restituzione e risarcimento sono questioni diverse

L’articolo 1803 del codice civile definisce il comodato come il contratto con cui una parte consegna all’altra un bene mobile o immobile perché lo utilizzi per un tempo o un uso determinato, con l’obbligo di restituire lo stesso bene. Il contratto è essenzialmente gratuito. L’articolo 1809, primo comma, prevede la restituzione alla scadenza concordata oppure, in mancanza di un termine, una volta compiuto l’uso previsto dal contratto.

Accertare che l’immobile doveva essere restituito, però, non equivale a riconoscere automaticamente un risarcimento. Occorre esaminare le clausole dell’accordo, il periodo contestato, il danno lamentato e gli elementi che lo dimostrano.

La gratuità del comodato non esclude una responsabilità per la restituzione tardiva, ma il ritardo non trasforma retroattivamente il rapporto in una locazione con canoni da pagare.

Consegna delle chiavi di un immobile destinato a bed and breakfast

Perché chiedere un risarcimento non basta a ottenerlo

L’articolo 2697 del codice civile stabilisce che chi fa valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che lo fondano. Chi oppone fatti impeditivi, modificativi o estintivi deve, a sua volta, provarli. La ripartizione concreta dell’onere della prova dipende dal tipo di domanda proposta.

Per il risarcimento da inadempimento o ritardo, l’articolo 1223 del codice civile comprende la perdita subita e il mancato guadagno che ne siano conseguenza immediata e diretta. Non basta indicare una cifra: bisogna individuare il pregiudizio economico e il suo collegamento con la condotta contestata.

Nel caso di un immobile non restituito, la perdita di una concreta possibilità di utilizzarlo o concederlo a terzi può essere dimostrata anche attraverso presunzioni, ricavate dalle circostanze del caso. Non è dunque indispensabile, in ogni situazione, una prova documentale diretta del mancato utilizzo.

La richiesta di ulteriori profitti persi nell’attività ricettiva richiede elementi specifici e coerenti, come contabilità, andamento dell’attività e opportunità effettivamente sfumate. Il fatturato ipotizzato non coincide con il guadagno: occorre considerare anche i costi necessari a produrlo.

L’articolo 1226 del codice civile consente al giudice di liquidare il danno in via equitativa quando non è possibile provarne il preciso ammontare. Questo strumento non elimina, però, la necessità di accertare l’esistenza di un danno risarcibile.

Anche utenze e rimborsi vanno valutati separatamente: occorre verificare a chi spettava sostenere le spese e quali pagamenti siano stati eseguiti. Senza la sentenza integrale, non è possibile attribuire il rigetto di Como a una specifica carenza di prova o a una determinata clausola dell’accordo.

Oggetti di famiglia, investimenti e spese per il figlio

Chiedere la restituzione di un orologio o di un servizio d’argento è diverso dal domandare un risarcimento. Bisogna identificare i beni e dimostrare il diritto alla riconsegna, secondo il fondamento della domanda. Possono rilevare, a seconda dei casi, la proprietà, una consegna temporanea, gli accordi tra le parti o eventuali donazioni.

Il valore affettivo non dimostra, da solo, il diritto alla restituzione. Allo stesso modo, il rigetto della domanda non permette automaticamente di concludere che tutti gli oggetti appartengano all’altro ex coniuge.

Per gli investimenti nel B&B occorre distinguere la natura delle spese e verificare eventuali accordi sul rimborso. L’articolo 1808 del codice civile esclude il rimborso delle spese sostenute per utilizzare il bene concesso in comodato, ma riconosce quello delle spese straordinarie necessarie e urgenti per conservarlo. Non ogni investimento nell’attività rientra in questa seconda categoria.

Va distinta anche l’indennità per la perdita dell’avviamento prevista, a determinate condizioni, dall’articolo 34 della legge 27 luglio 1978, n. 392, per le locazioni non abitative: il semplice comodato non attribuisce quel diritto.

Le richieste relative al mantenimento dei figli richiedono invece l’esame degli obblighi stabiliti, della natura delle spese e della relativa documentazione. Il rigetto di una specifica domanda di rimborso non cancella gli obblighi di mantenimento esistenti.

Orologio, gioielli, posate e documenti su un tavolo

Nessun risarcimento non significa nessun costo

Il rigetto delle domande non elimina i costi della causa. L’articolo 91 del codice di procedura civile prevede, in generale, che la parte soccombente rimborsi all’altra le spese liquidate dal giudice. L’articolo 92, secondo comma, consente la compensazione totale o parziale, tra l’altro, in caso di soccombenza reciproca.

La compensazione non è automatica. Il resoconto non chiarisce la ripartizione disposta nel caso di Como: non è quindi possibile affermare che ciascuno debba sostenere soltanto le spese del proprio avvocato.

Diversa è la responsabilità aggravata prevista dall’articolo 96, primo comma, del codice di procedura civile. Su domanda dell’altra parte, il giudice condanna al risarcimento dei danni la parte soccombente che abbia agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave. Perdere una causa non significa, da solo, aver promosso una lite temeraria.

Nel caso descritto, la cronaca riferisce che il giudice ha escluso mala fede e colpa grave considerando la complessità dei rapporti e delle questioni controverse.

Gli effetti della decisione e come prevenire altre liti

Il rigetto comporta il mancato accoglimento delle richieste in quel giudizio. Le eventuali possibilità di impugnazione dipendono dal provvedimento e dai termini applicabili. Quando una decisione di merito passa in giudicato, quanto accertato vincola le parti: non è normalmente possibile riproporre la medesima pretesa già decisa.

Occorre però distinguere i due contenziosi: la definitività della decisione sul rilascio dell’immobile non dimostra che sia definitiva anche la successiva pronuncia sulle richieste economiche.

Per ridurre il rischio di controversie simili, negli accordi è utile precisare:

  • scadenza, modalità di restituzione dell’immobile e consegna delle chiavi;
  • ripartizione di utenze, manutenzioni e investimenti, con eventuali condizioni di rimborso;
  • proprietà e destinazione di arredi, gioielli e altri beni familiari, possibilmente con un inventario;
  • criteri di ripartizione, eventuale accordo preventivo e documentazione delle spese per i figli.

Anche nel divorzio online, la gestione a distanza dell’assistenza richiede attenzione alle clausole patrimoniali. Prima di iniziare una causa, è opportuno valutare separatamente ogni richiesta, le prove disponibili e il rischio economico: l’importo rivendicato non misura, da solo, la solidità del diritto.