Vai al contenuto principale

GUIDA COMPLETA

Divorzio in Italia: Come Funziona, Tipi, Tempi e Costi

In Italia il divorzio segue regole precise: nella maggior parte dei casi richiede una separazione preventiva, ma può svolgersi in tribunale, con negoziazione assistita o davanti all'ufficiale di stato civile. Con la riforma Cartabia oggi è possibile proporre separazione e divorzio nello stesso fascicolo.

Costi del Divorzio in Italia: Quanto Si Spende?

Voce di costo In tribunale In comune Negoziazione Online (Divorziare) Note
Contributo unificato / diritti €43 (cons.) / €98 (giud.) Fino a €16 Nessuno Da €0 a €43 Dipendono dalla procedura scelta
Bollo / anticipazioni forfettarie Esenti Incluse nel diritto fisso Nessuna Non dovute Nei procedimenti di famiglia non si applica la marca forfettaria da €27
Avvocato/i €1.500–€15.000+ Non obbligatorio €1.400–€5.000 (2 avv.) €975–€2.300 La forbice cresce molto nei casi giudiziali e con CTU
Totale indicativo Da €1.543 in su Fino a €16 €1.400–€5.000 Da €975 Stime orientative: il giudiziale può superare ampiamente queste soglie

I costi degli avvocati sono indicativi e variano in base alla complessità della pratica, al tribunale competente e agli accordi con il professionista. Nei procedimenti di famiglia il contributo unificato resta di €43 per il ricorso congiunto e di €98 per il giudiziale, mentre la marca forfettaria da €27 non si applica. Per il servizio online di Divorziare la procedura utilizzata è la negoziazione assistita.

Requisiti per Divorziare in Italia

Nella generalità dei casi, per poter chiedere il divorzio in Italia è necessario essere già legalmente separati. Il cosiddetto “divorzio diretto” non è la regola: la legge lo ammette solo in alcune ipotesi particolari previste dall'art. 3 della L. 898/1970.

I tempi minimi tra separazione e domanda di divorzio sono 6 mesi se la separazione è consensuale e 12 mesi se è giudiziale. Per la separazione giudiziale il termine non decorre dal passaggio in giudicato della sentenza, ma dalla comparizione dei coniugi davanti al giudice nel procedimento di separazione.

Il termine decorre da momenti diversi a seconda della procedura scelta: dalla comparizione dei coniugi davanti al giudice nella separazione, dalla data certificata nell'accordo di negoziazione assistita oppure dalla data dell'atto di separazione concluso davanti all'ufficiale di stato civile.

Restano comunque possibili alcune ipotesi speciali di scioglimento o cessazione degli effetti civili senza previa separazione, come certe condanne penali particolarmente gravi, il matrimonio non consumato o la rettificazione di attribuzione di sesso. Si tratta però di casi residuali rispetto alla pratica ordinaria.

Divorzio Consensuale (Congiunto): La Procedura più Comune

Il divorzio consensuale — detto anche “congiunto” — è la modalità più frequente e più rapida. I coniugi sono d'accordo su tutte le condizioni: divisione dei beni, affidamento dei figli, assegno divorzile, assegnazione della casa familiare.

La procedura prevede la redazione di un ricorso congiunto firmato da entrambi i coniugi, il deposito in tribunale (oggi per via telematica tramite PCT) e un'udienza di comparizione personale davanti al giudice. Se il giudice ritiene le condizioni conformi alla legge e adeguate alla tutela dei figli, pronuncia il provvedimento di divorzio. È sufficiente un unico avvocato per entrambi i coniugi, purché non vi siano conflitti di interesse. Il contributo unificato è di €43.

Tempi medi: 2–6 mesi dal deposito del ricorso al provvedimento finale, a seconda del tribunale competente. Ideale per coppie che hanno già raggiunto un accordo completo su tutte le condizioni.

Divorzio Giudiziale (Contenzioso): Quando Non C'è Accordo

Quando i coniugi non riescono a trovare un accordo sulle condizioni del divorzio, si ricorre al divorzio giudiziale. In questo caso ciascun coniuge ha il proprio avvocato e il giudice decide sulle questioni contestate: assegno divorzile, affidamento dei figli, assegnazione della casa familiare, divisione del patrimonio.

La procedura è più lunga e articolata. Dopo la riforma Cartabia, il giudice fissa un'udienza entro 90 giorni dal deposito del ricorso. In questa fase può emettere provvedimenti provvisori urgenti (mantenimento, affidamento temporaneo). Il procedimento prosegue poi con scambio di memorie, eventuali consulenze tecniche d'ufficio (CTU) e l'udienza di discussione. Il contributo unificato per il divorzio giudiziale è di €98.

Tempi medi: da 1 a 3 anni, a seconda della complessità e del carico del tribunale. Ideale per situazioni in cui esiste un conflitto significativo su figli, patrimonio o assegno divorzile.

Divorzio in Comune (Davanti all'Ufficiale di Stato Civile)

Dal 2014 (art. 12 D.L. 132/2014) è possibile divorziare davanti all'ufficiale di stato civile, senza passare dal tribunale e senza l'obbligo di un avvocato. Le condizioni sono però restrittive: nessun figlio minore, nessun figlio maggiorenne incapace, con handicap grave o economicamente non autosufficiente. L'accordo non può contenere trasferimenti patrimoniali, anche se può prevedere un assegno periodico.

La procedura prevede due comparizioni a distanza di almeno 30 giorni, davanti all'ufficiale di stato civile del comune di residenza di uno dei coniugi oppure del comune in cui il matrimonio è iscritto o trascritto. Il costo è un diritto fisso che di regola non supera €16. Tempi medi: 30–60 giorni.

Divorzio con Negoziazione Assistita

La negoziazione assistita è un'altra modalità introdotta dal D.L. 132/2014 che consente di divorziare senza passare dal tribunale. L'accordo viene raggiunto con l'assistenza obbligatoria di almeno un avvocato per ciascun coniuge e viene poi trasmesso alla Procura della Repubblica per il nulla osta oppure per l'autorizzazione, a seconda della presenza di figli da tutelare.

A differenza del divorzio in comune, la negoziazione assistita può essere utilizzata anche in presenza di figli e non ha limitazioni sui trasferimenti patrimoniali. Non è previsto alcun contributo unificato. I costi sono esclusivamente quelli degli avvocati (indicativamente da €700 a €2.500 per parte). Tempi medi: 1–3 mesi dalla sottoscrizione della convenzione, salvo richieste integrative della Procura.

Divorzio Online con Divorziare

Il divorzio online non è una procedura autonoma dal punto di vista legale: online è il servizio, mentre il perfezionamento giuridico avviene comunque in una delle forme previste dalla legge, di regola con ricorso congiunto in tribunale oppure tramite negoziazione assistita. Il vantaggio sta nella gestione da remoto di documenti, firme, deposito e assistenza legale.

Divorziare offre un unico prodotto — Divorzio Online — con separazione e divorzio inclusi tramite negoziazione assistita. Tre piani con prezzo chiaro: Essenziale (€975) per coppie senza figli minori e senza trasferimenti di beni; Completo (€1.450) con assistenza legale completa e gestione della procedura fino al provvedimento finale; Dedicato (€2.300) per situazioni con figli minori o condizioni più complesse, con due avvocati, piano genitoriale e assistenza nella definizione dell'accordo. Paghi a milestone, a partire da €300. Già separato? Sconto 20%.

Il principale beneficio rispetto a un percorso tradizionale in studio è la semplificazione operativa: un unico flusso digitale per raccolta dati, documenti, coordinamento con i legali e aggiornamenti sullo stato della pratica.

Novità 2023

Separazione e Divorzio Insieme: La Procedura Cumulativa

Una delle novità più rilevanti introdotte dalla riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022, in vigore dal 28 febbraio 2023) è la possibilità di proporre separazione e divorzio nello stesso fascicolo. Questa impostazione, spesso chiamata “procedura cumulativa”, evita la duplicazione di atti e consente di programmare fin dall'inizio anche la fase successiva al decorso dei termini di legge.

Come funziona in pratica: il ricorso contiene la domanda di separazione e, fin da subito, anche quella di divorzio. Il giudice tratta prima la separazione; la domanda di divorzio può essere decisa solo dopo il maturare del termine semestrale o annuale previsto dall'art. 3 della L. 898/1970. La Cassazione, con la sentenza n. 28727/2023, ha confermato l'ammissibilità del cumulo nella domanda congiunta.

Il vantaggio concreto è soprattutto organizzativo: un unico fascicolo, un unico percorso processuale e meno duplicazioni documentali. Non elimina però i termini minimi di legge tra separazione e divorzio, che restano di 6 o 12 mesi a seconda del caso.

Tempi del Divorzio in Italia: Quanto Ci Vuole?

Modalità Tempo per il divorzio Tempo totale (separazione + divorzio)
Consensuale in tribunale 2 – 6 mesi Almeno 8 – 12 mesi
Giudiziale 1 – 3 anni 2 – 4 anni
In comune 30 – 60 giorni Almeno 7 – 8 mesi
Negoziazione assistita 1 – 3 mesi Almeno 7 – 9 mesi
Online (Divorziare) Variabile Segue la procedura scelta
Cumulativa (Cartabia) Unico fascicolo Non prima di 6 o 12 mesi, oltre ai tempi del tribunale

I tempi totali presuppongono il decorso dei termini minimi di legge dopo la separazione: 6 mesi nei casi consensuali e 12 mesi nei casi giudiziali. Le stime possono allungarsi in base al tribunale competente e alla complessità del caso.

Domande Frequenti sul Divorzio in Italia

Le risposte alle domande più comuni sulle procedure di divorzio in Italia, tempi, costi e requisiti.

Inizia il Tuo Divorzio Online Oggi

Unisciti a oltre 10.000 italiani che hanno scelto il divorzio online semplice. Compila il questionario gratuito in 5 minuti e ricevi un preventivo personalizzato.

Inizia Gratis — 5 Minuti