GUIDA AGGIORNATA 2026
Assegno divorzile: cos'è, quando spetta, come si calcola e quanto dura
L'assegno divorzile non spetta automaticamente al coniuge che guadagna meno. Scopri criteri, calcolo, durata e novità 2026 secondo la Cassazione.
Indice della guida
Cos'è l'assegno divorzile
L'assegno divorzile è la somma che il tribunale può porre a carico di un ex coniuge, dopo lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio, quando l'altro non ha mezzi adeguati o non può procurarseli per ragioni oggettive.
Base normativa. Il riferimento è l'art. 5, comma 6, della legge n. 898/1970, che impone al giudice di valutare le condizioni dei coniugi, le ragioni della decisione, il contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio comune o personale, i redditi di entrambi e la durata del matrimonio.
Non è automatico. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito che l'assegno divorzile ha funzione assistenziale, compensativa e perequativa; la giurisprudenza più recente ha poi ribadito che la sola disparità di reddito non basta, se manca il nesso con l'organizzazione familiare o una reale non autosufficienza economica.
Differenza tra assegno di mantenimento e assegno divorzile
La differenza tra assegno di mantenimento e assegno divorzile è fondamentale. L'assegno di mantenimento opera nella separazione e si fonda sulla permanenza del dovere di assistenza materiale e morale tra coniugi; per questo la Cassazione continua a collegarlo al tenore di vita goduto durante il matrimonio. L'assegno divorzile, invece, opera dopo il divorzio: non serve a ricostruire automaticamente il precedente stile di vita familiare, ma va riconosciuto e quantificato secondo la funzione assistenziale e, quando ricorrono i presupposti, anche compensativo-perequativa.
Assegno di Mantenimento
Nasce con la separazione
Criterio: tenore di vita matrimoniale
Dovere di assistenza materiale e morale
Spetta al coniuge senza addebito
Cessa automaticamente con il divorzio
Assegno Divorzile
Nasce con il divorzio
Criterio: funzione assistenziale, compensativa e perequativa (Cass. SU 18287/2018)
Non si basa sul tenore di vita
Valuta il contributo dato al matrimonio
Può essere a tempo determinato o in unica soluzione
Per approfondire l'assegno di mantenimento in separazione, consulta la nostra guida dedicata all'assegno di mantenimento.
Assegno divorzile: criteri per l'attribuzione
I criteri dell'assegno divorzile non si riducono a un confronto tra buste paga. Il giudice deve compiere una valutazione comparativa delle condizioni economico-patrimoniali delle parti, tenendo conto del contributo fornito dal richiedente alla conduzione della vita familiare e alla formazione del patrimonio comune e personale, in relazione alla durata del matrimonio e anche all'età dell'avente diritto.
Le tre domande del giudice
- Esiste uno squilibrio economico attuale tra gli ex coniugi?
- Quello squilibrio è riconducibile all'organizzazione familiare e alle scelte condivise durante il matrimonio (ad esempio rinuncia a opportunità di lavoro o carriera)?
- Se non c'è una componente compensativo-perequativa, esiste comunque una reale e concreta non autosufficienza economica che giustifichi l'assegno in funzione prevalentemente assistenziale?
La Cassazione del 2024 e del 2025 ha insistito proprio su questo nesso causale e su questo controllo rigoroso.
Convivenza prematrimoniale. Un chiarimento importante riguarda i matrimoni preceduti da una lunga convivenza stabile. Le Sezioni Unite, con la sentenza n. 35385 del 2023, hanno affermato che, se c'è continuità reale tra convivenza prematrimoniale e matrimonio, può essere computato anche quel periodo ai fini della verifica del contributo dato alla famiglia e degli eventuali sacrifici lavorativi del coniuge economicamente più debole.
Assegno divorzile: come si calcola
La legge non prevede una percentuale fissa né una formula matematica valida per tutti. Il calcolo dell'assegno divorzile dipende da una valutazione comparativa caso per caso. Per questo due divorzi con redditi simili possono avere esiti molto diversi.
Redditi e patrimoni
Redditi da lavoro, immobili, investimenti e disponibilità effettive di ciascun ex coniuge.
Contributo familiare
Apporto alla vita familiare, alla formazione del patrimonio comune o personale dell'altro coniuge.
Durata e rinunce
Durata del matrimonio, età, eventuali rinunce professionali e impossibilità oggettiva di procurarsi mezzi adeguati.
Età e autosufficienza
Età del richiedente, condizioni di salute, possibilità concrete di reinserirsi nel mercato del lavoro.
Adeguamento automatico. Se l'assegno viene disposto in forma periodica, la sentenza deve normalmente prevedere anche un criterio di adeguamento automatico, almeno con riferimento alla svalutazione monetaria, salvo diversa decisione motivata del tribunale.
Assegno in unica soluzione. Su accordo delle parti, la corresponsione può avvenire anche in un'unica soluzione, se il tribunale la ritiene equa. In quel caso non può essere proposta una successiva domanda di contenuto economico sullo stesso titolo. La possibilità di definire l'assegno in unica soluzione esiste oggi anche nella negoziazione assistita, con valutazione di equità certificata dagli avvocati nei casi previsti dalla legge.
Assegno divorzile: quanto dura e quando può essere modificato
L'assegno divorzile periodico dura finché restano i presupposti che lo giustificano. La legge prevede espressamente la cessazione dell'obbligo se il beneficiario passa a nuove nozze.
Revisione. Il riferimento oggi è l'art. 473-bis.29 c.p.c., che consente alle parti di chiedere in ogni tempo la revisione dei provvedimenti in materia di contributi economici quando sopravvengano giustificati motivi. La Cassazione ha chiarito che l'ex coniuge obbligato non può ridurre l'assegno da solo: serve un accordo o una decisione del giudice.
Nuova convivenza stabile. Anche la nuova convivenza stabile del beneficiario conta, ma non equivale automaticamente alle nuove nozze. Le Sezioni Unite del 2021 hanno escluso la perdita automatica e integrale dell'assegno: la convivenza incide sulla componente assistenziale, mentre può sopravvivere una componente compensativa se il richiedente prova il contributo dato alla comunione familiare, le eventuali rinunce professionali e l'apporto alla formazione del patrimonio familiare o personale dell'ex coniuge.
Assegno divorzile: novità 2026
Sul piano strettamente normativo, nelle fonti ufficiali consultate non risulta una nuova riforma sostanziale dell'assegno divorzile successiva all'aggiornamento della legge n. 898/1970 pubblicato l'11 novembre 2024. Parlare di “assegno divorzile novità 2026” è corretto se si intende: quadro normativo vigente nel 2026, novità processuali introdotte dalla riforma Cartabia e dai correttivi del 2024-2025, più gli orientamenti giurisprudenziali più recenti.
Le novità pratiche più rilevanti
- • Cumulo delle domande: nel rito famiglia è possibile il cumulo della domanda di separazione e di quella di divorzio nella stessa sede processuale (art. 473-bis.49 c.p.c.)
- • Negoziazione assistita telematica: la negoziazione è stata modernizzata con disciplina degli incontri da remoto, entrata in vigore il 25 gennaio 2025
- • Assegno in unica soluzione in negoziazione assistita: nell'accordo di negoziazione assistita in materia di divorzio le parti possono prevedere anche un assegno in unica soluzione
Per una panoramica completa sulle modifiche procedurali, consulta la nostra guida sulla nuova legge sul divorzio. Se vuoi avviare la procedura con negoziazione assistita, scopri il nostro servizio di divorzio consensuale online.
Documenti utili per chiedere o contestare l'assegno divorzile
Nei procedimenti con domande economiche, il ricorso deve essere supportato da documentazione concreta. Oggi la norma richiede, tra l'altro:
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Se l'ex coniuge non paga
Se l'ex coniuge non adempie, il rito vigente prevede strumenti di tutela del credito, incluso il pagamento diretto del terzo ai sensi dell'art. 473-bis.37 c.p.c. Il terzo è tenuto al pagamento dal mese successivo alla notificazione e, in caso di inadempimento, il creditore può agire esecutivamente anche nei suoi confronti.
Cosa fare in caso di mancato pagamento
- • Pagamento diretto del terzo (art. 473-bis.37 c.p.c.): il datore di lavoro, la banca o altro terzo debitore dell'obbligato versa direttamente al creditore
- • Esecuzione forzata: pignoramento dello stipendio, del conto corrente o di altri beni dell'inadempiente
- • Rimedio al rigetto: se il giudice dell'esecuzione rigetta la domanda di pagamento diretto, il rimedio è l'opposizione agli atti esecutivi (Cassazione, 2025)
Assegno Divorzile: Domande Frequenti
Le risposte alle domande più cercate sull'assegno divorzile: quando spetta, durata, convivenza e pagamento in unica soluzione.
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