GUIDA AGGIORNATA 2026
Calcolo assegno mantenimento: criteri, tabella orientativa e esempio pratico
Non esiste una cifra fissa ricavabile solo dallo stipendio. Scopri i criteri del giudice, la tabella orientativa per fasce di reddito e un esempio concreto con stipendio di 1.200 euro
Indice della guida
Cosa si intende per assegno di mantenimento
Se stai cercando il calcolo assegno mantenimento, la risposta più utile è questa: non esiste una cifra fissa ricavabile solo dallo stipendio. Nel linguaggio comune si usa “assegno di mantenimento” per indicare tre cose diverse — contributo per i figli, mantenimento del coniuge in separazione, assegno divorzile — ma giuridicamente non si calcolano allo stesso modo.
Per i figli il criterio base è la proporzionalità; per il coniuge separato conta l'art. 156 c.c.; dopo il divorzio valgono i criteri dell'art. 5 della legge n. 898/1970.
Per i figli, il giudice deve considerare le esigenze attuali del minore, il tenore di vita goduto durante la convivenza, i tempi di permanenza presso ciascun genitore, le risorse economiche di entrambi e il valore economico dei compiti di cura. Ciascun genitore provvede al mantenimento in misura proporzionale al proprio reddito e l'assegno periodico serve proprio a realizzare questo principio. Per questo è più corretto parlare di simulazione orientativa e non di “calcolo automatico”.
Calcolo assegno mantenimento figli: come funziona davvero
Una simulazione seria del calcolo assegno mantenimento figli può essere costruita così: si parte dal reddito effettivamente disponibile di entrambi i genitori, si stima il costo ordinario complessivo dei figli, si ripartisce quel costo in proporzione ai redditi e poi si corregge il risultato in base ai tempi di permanenza, al mantenimento diretto, alla casa familiare e al peso dei compiti di cura. È la logica che emerge sia dal codice civile sia dalle linee guida del Tribunale di Genova.
Formula orientativa semplificata
Quota del genitore = costo ordinario complessivo dei figli × peso del suo reddito disponibile sul reddito disponibile totale, con correzioni legate a tempi di permanenza, mantenimento diretto, casa familiare e compiti di cura.
Una precisazione importante: il protocollo di Genova ragiona sul reddito effettivamente disponibile, cioè sul reddito netto tenendo conto delle spese conseguenti alla separazione e, se c'è, anche dell'assegno in favore del coniuge debole. Questo rende la tabella più corretta della classica promessa “guadagni X, paghi Y”.
Tabella assegno di mantenimento: orientativa, non ufficiale
Le linee guida del Tribunale di Genova indicano, in via orientativa, questi range sul reddito complessivo disponibile dei genitori: 25%-35% per 1 figlio, 35%-45% per 2 figli e 45%-55% per 3 figli. Il range esiste proprio per lasciare margine al giudice sul caso concreto; non è una percentuale fissa nazionale.
La tabella seguente stima il costo ordinario complessivo dei figli, non l'importo che versa automaticamente un solo genitore.
| Reddito mensile complessivo disponibile | 1 figlio | 2 figli |
|---|---|---|
| 1.500 € | 375–525 € | 525–675 € |
| 2.000 € | 500–700 € | 700–900 € |
| 2.500 € | 625–875 € | 875–1.125 € |
| 3.000 € | 750–1.050 € | 1.050–1.350 € |
| 3.500 € | 875–1.225 € | 1.225–1.575 € |
| 4.000 € | 1.000–1.400 € | 1.400–1.800 € |
Fonte e criterio: range locali del Tribunale di Genova. Le spese straordinarie restano fuori dall'assegno ordinario e si trattano a parte.
Simula il tuo assegno di mantenimento
Inserisci i dati per ottenere una stima orientativa. Il risultato non ha valore legale.
Questa simulazione è puramente orientativa e si basa su criteri generali. Non ha valore legale. L'importo effettivo dipende dal giudice e dal caso concreto.
Con uno stipendio di 1200 euro quanto devo di mantenimento
La risposta corretta è: da 1.200 euro da soli non si può ricavare una cifra legale affidabile. Il giudice deve guardare anche al reddito dell'altro genitore, ai tempi di permanenza dei figli, alla casa familiare e al valore economico del lavoro di cura. La Cassazione, con l'ordinanza n. 2536/2024, ha cassato proprio una decisione che non aveva ponderato in concreto redditi, patrimoni e altri elementi utili a verificare il principio di proporzionalità.
Esempio orientativo con 1 figlio
Genitore A
1.200 €
netti disponibili
Genitore B
1.000 €
netti disponibili
Totale
2.200 €
reddito complessivo
Applicando il range Genova per 1 figlio (25%-35%), il costo ordinario complessivo può collocarsi tra 550 e 770 euro. La quota teorica del genitore con 1.200 euro è circa il 54,5%, quindi una prima stima porta a circa 300-420 euro al mese, prima delle correzioni legate a permanenza presso i genitori, casa familiare e spese extra.
Questo è un esempio orientativo, non una cifra automatica. L'importo effettivo dipende da molti fattori valutati dal giudice nel caso concreto.
Affidamento condiviso non significa assegno zero
L'affidamento condiviso non azzera automaticamente l'assegno. L'art. 337-ter c.c. continua a imporre un criterio proporzionale e la Cassazione, sempre con l'ordinanza n. 2536/2024, ribadisce che nel rapporto interno tra i genitori bisogna valutare in concreto redditi, capacità di lavoro, tempi di permanenza e valenza economica dei compiti domestici e di cura. Se i redditi sono molto diversi, può restare un conguaglio anche con tempi abbastanza equilibrati.
Anche la casa familiare incide. L'art. 337-sexies c.c. dice espressamente che dell'assegnazione della casa il giudice tiene conto nella regolazione dei rapporti economici tra i genitori.
Quando l'assegno può ridursi
- • Tempi di permanenza molto equilibrati (es. 50/50)
- • Redditi dei genitori sostanzialmente equivalenti
- • Entrambi i genitori provvedono direttamente alle spese ordinarie
Quando resta un conguaglio
- • Redditi significativamente diversi tra i genitori
- • Un genitore ha il peso maggiore dei compiti di cura
- • La casa familiare è assegnata a un solo genitore
Spese ordinarie e straordinarie: cosa entra davvero nell'assegno
Per costruire un buon calcolatore devi separare assegno ordinario e spese extra assegno. Le linee guida del Tribunale di Milano spiegano che l'assegno periodico copre le spese ordinarie di vita del minore, come vitto, mensa scolastica, concorso alle spese di casa, abbigliamento ordinario, cancelleria ricorrente e medicinali da banco. Le spese straordinarie, invece, sono quelle che presentano almeno uno dei requisiti di occasionalità, gravosità o voluttarietà e vengono ripartite a parte, nella percentuale concordata o fissata dal giudice.
Spese ordinarie (nell'assegno)
- • Vitto e mensa scolastica
- • Concorso alle spese di casa
- • Abbigliamento ordinario
- • Cancelleria ricorrente
- • Medicinali da banco
Spese straordinarie (fuori dall'assegno)
- • Spese mediche specialistiche
- • Attività sportive e ricreative
- • Viaggi e vacanze
- • Spese scolastiche straordinarie
- • Ripartite nella percentuale concordata o fissata dal giudice
E per il coniuge? Separazione e divorzio non sono uguali
Il mantenimento del coniuge segue regole diverse dal mantenimento dei figli.
In separazione
L'art. 156 c.c. prevede il diritto del coniuge cui la separazione non sia addebitabile a ricevere dall'altro quanto necessario al mantenimento, se non ha adeguati redditi propri, con importo determinato in relazione alle circostanze e ai redditi dell'obbligato.
Dopo il divorzio
Si applica l'art. 5 della legge n. 898/1970: il tribunale valuta condizioni dei coniugi, ragioni della decisione, contributo personale ed economico dato alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio, reddito di entrambi e durata del matrimonio.
Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 18287/2018, hanno chiarito che l'assegno divorzile ha funzione assistenziale, compensativa e perequativa, e che la valutazione deve essere comparativa, non legata al semplice ripristino automatico del vecchio tenore di vita.
Per l'approfondimento verticale, leggi la guida su assegno di mantenimento.
Quali dati servono per una simulazione
Per una stima orientativa davvero utile servono almeno questi dati:
Reddito netto di entrambi i genitori o coniugi
Numero dei figli e rispettive età
Tempi di permanenza dei figli presso ciascun genitore
Casa familiare: a chi è assegnata, eventuale mutuo o canone
Spese ordinarie già sostenute direttamente da ciascun genitore
Come base documentale minima, oggi il rito famiglia richiede — nelle domande economiche o in presenza di figli minori — le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni, la documentazione su beni immobili, beni mobili registrati e quote sociali, e gli estratti conto bancari e finanziari degli ultimi tre anni (art. 473-bis.12 c.p.c.).
L'output migliore non è un importo secco, ma una forchetta orientativa, con una spiegazione dei fattori che fanno salire o scendere la quota.
Domande frequenti sul calcolo dell'assegno di mantenimento
Le risposte alle domande più cercate su calcolo, tabelle orientative e importi dell'assegno di mantenimento.
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