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Separazione Conviventi con Figli: Affidamento, Mantenimento e Procedura

La separazione conviventi con figli non è una separazione in senso tecnico: non essendoci matrimonio, non esiste una separazione personale come per i coniugi. Quando però la convivenza finisce, occorre regolare affidamento, mantenimento, tempi di permanenza e casa familiare con un accordo valido o con un provvedimento, perché tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico e ricevono tutele sostanzialmente analoghe a quelle previste per le coppie sposate.

Separazione Conviventi con Figli vs Separazione Coniugi: Cosa Cambia

Coppia di conviventi seduta su una panchina con documenti e chiavi — differenze tra separazione conviventi e coniugi

Quando si parla di separazione tra conviventi con figli, il termine “separazione” è usato in senso atecnico. Non esiste una procedura di separazione legale per i conviventi come quella prevista per i coniugi. Tuttavia, tutti i figli hanno lo stesso stato giuridico (art. 315 c.c.) e meritano la stessa tutela.

Cosa è uguale. L'affidamento condiviso è la regola (art. 337-ter c.c.), il mantenimento si calcola con gli stessi criteri, le regole sulla casa familiare si applicano anche ai figli nati fuori dal matrimonio (artt. 337-bis e 337-sexies c.c.), nei procedimenti relativi ai minori va allegato il piano genitoriale (art. 473-bis.12 c.p.c.) e l'ascolto del minore è garantito (art. 473-bis.4 c.p.c.).

Cosa è diverso. Non esiste una separazione legale, né un successivo divorzio. Per regolare i figli si usa un ricorso al tribunale oppure, se c'è accordo, la negoziazione assistita. Per l'ex convivente non esiste un assegno di mantenimento analogo a quello tra coniugi; può però sussistere, nei casi previsti dalla legge, un diritto agli alimenti (art. 1, co. 65, L. 76/2016). L'esenzione fiscale prevista dall'art. 19 L. 74/1987 per i trasferimenti immobiliari inseriti nella separazione o nel divorzio non si applica ai conviventi. Non è possibile la separazione in comune, perché la procedura davanti all'ufficiale dello stato civile prevista dall'art. 12 D.L. 132/2014 riguarda i coniugi.

In sintesi. Per i figli cambia poco o nulla: stessi diritti, stesse tutele, stesso giudice. Per i genitori cambiano le regole patrimoniali e le agevolazioni fiscali.

Affidamento dei Figli nella Separazione tra Conviventi con Figli

Nella separazione tra conviventi con figli, l'affidamento segue le stesse regole previste per i figli di coppie sposate.

Affidamento condiviso (regola). L'art. 337-ter c.c. prevede che il figlio abbia diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore. L'affidamento condiviso è la regola: entrambi i genitori partecipano alle decisioni di maggiore importanza (scuola, salute, educazione religiosa) e il figlio trascorre tempi adeguati con ciascuno.

Affidamento esclusivo (eccezione). L'affidamento esclusivo a uno solo dei genitori è possibile solo quando l'affidamento condiviso risulterebbe contrario all'interesse del figlio (art. 337-quater c.c.). Serve un pregiudizio concreto e documentato: violenza, abbandono, grave trascuratezza, dipendenze.

Piano genitoriale. Dopo la riforma Cartabia, in ogni ricorso che coinvolge figli minorenni è obbligatorio allegare un piano genitoriale (art. 473-bis.12 c.p.c.) con tempi di frequentazione, gestione delle vacanze, scuola, attività e contributo economico.

Bambino cammina lungo il marciapiede tra entrambi i genitori — affidamento condiviso nella separazione tra conviventi

Mantenimento dei Figli: Criteri e Calcolo

Nella separazione di conviventi con figli, il mantenimento segue gli stessi criteri previsti per i figli di coppie sposate.

Criteri di calcolo (art. 337-ter c.c.). L'assegno di mantenimento è determinato in base a: esigenze attuali del figlio e tenore di vita goduto in costanza di convivenza, tempi di permanenza presso ciascun genitore, risorse economiche di entrambi i genitori, valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascuno.

Mantenimento diretto e indiretto. Il mantenimento può essere “diretto” (ciascun genitore provvede quando il figlio è con sé) o “indiretto” (assegno periodico versato dal genitore non collocatario al collocatario). Nella prassi, l'assegno periodico resta la forma più diffusa.

Spese ordinarie e straordinarie. L'assegno copre le spese ordinarie (vitto, alloggio, vestiario, spese scolastiche correnti). Le spese straordinarie (dentista, sport agonistico, viaggi, tasse universitarie) vengono di solito divise al 50% o in proporzione ai redditi, previo accordo o con obbligo di preventiva consultazione.

Figli maggiorenni non autosufficienti. L'obbligo di mantenimento non cessa automaticamente con la maggiore età. Prosegue finché il figlio non raggiunge un'autonomia economica effettiva o non rifiuti senza ragione un percorso di studio o lavoro adeguato: la valutazione è sempre concreta e caso per caso.

Casa Familiare nella Separazione Conviventi con Figli: Come Funziona

Madre e figlio sulla soglia salutano il padre sul pianerottolo — assegnazione della casa familiare nella separazione tra conviventi

Nella separazione tra conviventi con figli, la questione della casa è spesso il nodo più delicato. L'assegnazione segue le stesse regole previste per i coniugi, ma con alcune differenze pratiche.

Assegnazione al genitore collocatario. L'art. 337-sexies c.c. prevede che il godimento della casa familiare sia attribuito tenendo prioritariamente conto dell'interesse dei figli. Di regola, la casa viene assegnata al genitore con cui i figli vivono prevalentemente, indipendentemente da chi sia il proprietario.

Applicazione ai conviventi. L'art. 337-bis c.c. estende ai figli nati fuori dal matrimonio le regole del capo, compresa l'assegnazione della casa familiare prevista dall'art. 337-sexies c.c. Il presupposto resta la presenza di figli minorenni o maggiorenni non economicamente autosufficienti.

Cessazione dell'assegnazione. L'art. 337-sexies c.c. indica alcune situazioni rilevanti, come il venir meno della stabile abitazione nella casa o l'avvio di una nuova convivenza. Dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 308/2008, però, questi fatti non vanno letti in modo automatico: resta centrale la verifica concreta dell'interesse dei figli.

Mutuo Cointestato nella Separazione Conviventi: Cosa Succede

Il tema del mutuo cointestato separazione conviventi è molto sentito. A differenza dei coniugi, i conviventi non beneficiano dell'esenzione fiscale sugli atti di trasferimento e devono gestire il mutuo con strumenti ordinari.

Obbligo solidale invariato. Anche dopo la fine della convivenza, entrambi i cointestatari restano obbligati in solido verso la banca (art. 1292 c.c.). La banca può chiedere l'intera rata a ciascuno, indipendentemente dagli accordi interni tra ex conviventi.

Le opzioni. Accollo liberatorio (un convivente si accolla il mutuo, l'altro viene liberato dalla banca — serve il consenso della banca), vendita dell'immobile e estinzione del mutuo, oppure mantenimento della co-titolarità con accordo interno sulla ripartizione delle rate.

Nessuna esenzione fiscale. A differenza dei coniugi che si separano, i conviventi che trasferiscono la quota dell'immobile all'ex partner pagano le normali imposte (registro, ipotecaria, catastale). L'esenzione dell'art. 19 L. 74/1987 non si applica ai conviventi (confermato da AdE interpello 244/2022).

Coppia di conviventi al tavolo della cucina con documenti bancari e calcolatrice — mutuo cointestato nella separazione

Separazione Coppie di Fatto con Figli: La Procedura

Coppia di conviventi seduta nello studio di un professionista per la procedura — negoziazione assistita per la separazione

Come si regola la fine della convivenza quando ci sono figli? Non esiste una separazione personale come per i coniugi, ma esistono strumenti per rendere vincolanti affidamento, mantenimento, collocamento e casa familiare.

Accordo tra i genitori (domanda congiunta). Se i genitori concordano su affidamento, mantenimento e casa, possono presentare una domanda congiunta al tribunale per la regolamentazione dell'esercizio della responsabilità genitoriale nei confronti dei figli nati fuori dal matrimonio (art. 473-bis.51 c.p.c.). Il tribunale, sentito il pubblico ministero, verifica che le condizioni siano conformi all'interesse dei figli e le recepisce con il proprio provvedimento.

Disaccordo tra i genitori (procedura contenziosa). Se non c'è accordo, uno dei genitori presenta ricorso al tribunale. Alla prima udienza, se la conciliazione non riesce, il giudice può adottare provvedimenti temporanei e urgenti su figli, mantenimento e casa familiare (art. 473-bis.22 c.p.c.); nei casi di pregiudizio imminente può intervenire anche prima con provvedimenti indifferibili (art. 473-bis.15 c.p.c.).

Negoziazione assistita. In alternativa al ricorso congiunto, i genitori non coniugati possono concludere una convenzione di negoziazione assistita con almeno un avvocato per parte per disciplinare affidamento e mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio (art. 6, co. 1-bis, D.L. 132/2014). L'accordo va trasmesso al pubblico ministero e produce gli effetti previsti dalla legge se ritenuto conforme all'interesse dei figli.

Separazione in comune: non disponibile. A differenza dei coniugi, i conviventi non possono regolare i rapporti con i figli davanti all'ufficiale di stato civile. La procedura semplificata davanti al comune prevista dall'art. 12 D.L. 132/2014 resta riservata ai coniugi; per i conviventi gli strumenti utilizzabili restano il tribunale e la negoziazione assistita.

Separazione tra Conviventi con Figli Minorenni: Tutele Rafforzate

Quando la separazione di conviventi con figli coinvolge minorenni, la legge prevede tutele specifiche.

Ascolto del minore. Il figlio che ha compiuto 12 anni, e anche quello di età inferiore se capace di discernimento, deve essere ascoltato dal giudice (art. 473-bis.4 c.p.c.) con modalità adatte alla sua età; genitori, difensori e curatore speciale partecipano solo se autorizzati (art. 473-bis.5 c.p.c.).

Curatore speciale. Il giudice può nominare un curatore speciale per il minore (art. 473-bis.8 c.p.c.) quando emerge un conflitto di interessi o una situazione di pregiudizio che impedisce ai genitori di rappresentarlo adeguatamente nel procedimento.

Provvedimenti urgenti. Se c'è un pregiudizio imminente, il giudice può adottare provvedimenti indifferibili anche prima dell'udienza (art. 473-bis.15 c.p.c.); alla prima udienza può poi emettere provvedimenti temporanei e urgenti su affidamento, mantenimento e casa familiare (art. 473-bis.22 c.p.c.).

Mediazione familiare. Il giudice può informare i genitori della possibilità di avvalersi della mediazione familiare e, con il consenso di entrambi, rinviare l'adozione dei provvedimenti temporanei per favorire un accordo (art. 473-bis.10 c.p.c.). La mediazione resta volontaria.

L'Ex Convivente Ha Diritto al Mantenimento?

A differenza della separazione tra coniugi, nella separazione tra conviventi non esiste un diritto automatico al mantenimento dell'ex partner.

Nessun assegno di mantenimento automatico. L'ex convivente non ha diritto all'assegno di mantenimento previsto dall'art. 156 c.c. (riservato ai coniugi). La fine della convivenza non genera, di per sé, obblighi economici tra gli ex partner.

Contratto di convivenza (L. 76/2016). Se i conviventi hanno stipulato un contratto di convivenza ai sensi della legge Cirinnà, i rapporti patrimoniali della vita in comune vanno letti anche alla luce di quel contratto. Ciò non trasforma però la cessazione della convivenza in una separazione con assegno automatico.

Diritto agli alimenti (art. 1, co. 65, L. 76/2016). La legge Cirinnà ha introdotto il diritto dell'ex convivente in stato di bisogno di ricevere gli alimenti dall'altro, a condizione che non sia in grado di provvedere al proprio sostentamento. Gli alimenti sono assegnati per un periodo proporzionale alla durata della convivenza.

Arricchimento senza causa. Se un convivente ha contribuito in modo significativo al patrimonio dell'altro (ad esempio lavorando nell'impresa familiare senza retribuzione), può agire per ingiustificato arricchimento (art. 2041 c.c.).

Donna da sola nella sua cucina prepara il caffè con documenti e laptop sul bancone — mantenimento dell'ex convivente nella separazione

Costi della Separazione tra Conviventi con Figli

La separazione coppie di fatto con figli ha costi variabili a seconda della procedura scelta.

In tribunale (domanda congiunta). Se il procedimento riguarda esclusivamente affidamento, mantenimento e provvedimenti sui figli nati fuori dal matrimonio, gli uffici giudiziari continuano ad applicare in via generale l'esenzione dal contributo unificato, con la sola anticipazione forfettaria di €27. La principale voce di costo resta quindi il compenso professionale, che cambia in base alla complessità del caso e al preventivo del legale.

In tribunale (procedura contenziosa). Anche qui, se si discute solo di responsabilità genitoriale, affidamento e mantenimento dei figli nati fuori dal matrimonio, di regola non si versa il contributo unificato e resta la sola anticipazione forfettaria di €27. Se però al procedimento si aggiungono domande ulteriori di natura patrimoniale o immobiliare, il regime fiscale può cambiare. Nelle cause conflittuali il costo cresce soprattutto per durata, udienze, istruttoria ed eventuale consulenza tecnica.

Negoziazione assistita. Non essendoci iscrizione a ruolo, non c'è contributo unificato, ma servono almeno due avvocati, uno per parte. Anche in questo caso il costo dipende dal preventivo concordato e dalla complessità dell'accordo da costruire.

Nessuna esenzione fiscale sui trasferimenti immobiliari. A differenza dei coniugi, i conviventi non beneficiano dell'esenzione da bollo, registro, ipotecaria e catastale prevista dall'art. 19 L. 74/1987 per gli atti di separazione e divorzio. Se l'accordo prevede cessioni di quote o altri trasferimenti immobiliari tra ex conviventi, si applicano quindi le imposte ordinarie.

Separazione Conviventi con Figli: Domande Frequenti

Le risposte alle domande più comuni sulla separazione tra conviventi con figli.

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