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GUIDA AGGIORNATA 2026

Mantenimento figli: come si calcola, quanto si paga e quando finisce

Importi orientativi per fascia di reddito, spese ordinarie e straordinarie, figli maggiorenni e modifica dell'assegno

Come si calcola il mantenimento dei figli dopo la separazione

Come Si Calcola il Mantenimento dei Figli

Capire il mantenimento figli non significa cercare una percentuale fissa sullo stipendio. La legge non prevede una tabella nazionale automatica: stabilisce invece che ciascun genitore contribuisca in proporzione al proprio reddito, tenendo conto delle esigenze attuali del figlio, del tenore di vita goduto prima della crisi familiare, dei tempi di permanenza presso ciascun genitore, delle risorse economiche di entrambi e del valore economico dei compiti di cura.

I genitori devono inoltre adempiere ai loro obblighi verso i figli in proporzione alle rispettive sostanze e alla capacità di lavoro, anche casalingo (art. 148 c.c.).

Il giudice può fissare un assegno di mantenimento figli quando serve a realizzare il principio di proporzionalità tra i genitori. L'assegno, salvo diverso parametro scelto dalle parti o dal giudice, è automaticamente adeguato agli indici ISTAT. Questo spiega perché domande come “mantenimento figli stipendio 1500” oppure “con uno stipendio di 1200 euro quanto devo di mantenimento” non possono avere una risposta identica per tutti.

Mantenimento diretto e assegno mensile. Non tutto ciò che un genitore deve destinare al figlio coincide con l'assegno versato all'altro genitore. Una parte può essere mantenimento diretto, cioè la spesa sostenuta nei giorni in cui il figlio sta con lui; solo la differenza residua si traduce in assegno mensile. Per questo i tempi di permanenza incidono davvero sul risultato finale.

Uno schema pratico, molto usato anche nella prassi giudiziaria, è questo: si sommano i redditi disponibili dei genitori, si individua la quota complessiva da destinare ai figli, la si ripartisce in proporzione ai redditi e poi si sottrae il mantenimento diretto già sostenuto dal genitore che tiene il figlio per un certo numero di giorni al mese.

1

Somma dei redditi

Si sommano i redditi disponibili di entrambi i genitori per ottenere la base di calcolo.

2

Quota complessiva per i figli

Si individua la quota destinata ai figli (orientativamente 25-35% per 1 figlio).

3

Ripartizione proporzionale

La quota viene divisa tra i genitori in proporzione ai rispettivi redditi.

4

Sottrazione del mantenimento diretto

Si sottrae quanto già sostenuto dal genitore non collocatario nei giorni di permanenza del figlio.

Tabelle Orientative per Fascia di Reddito

Le cifre qui sotto sono simulazioni redazionali, non importi ufficiali di legge. Si basano sulle linee guida del Tribunale di Genova del 15 maggio 2024, che per 1 figlio indicano una quota orientativa del 25%-35% del reddito disponibile complessivo dei genitori, da ripartire poi in proporzione al reddito e da correggere in base ai tempi di permanenza.

Negli esempi si ipotizzano: 1 figlio, spese straordinarie escluse, nessun assegno al coniuge, reddito espresso come stipendio netto mensile e circa 10 giorni al mese del figlio presso il genitore non collocatario.

Stipendio netto mensile Altro genitore con reddito simile Altro genitore con reddito molto basso o nullo
1.200 € circa 100–140 € circa 200–280 €
1.500 € circa 125–175 € circa 250–350 €
2.000 € circa 167–233 € circa 333–467 €
3.000 € circa 250–350 € circa 500–700 €

Nota: Per 2 figli, la quota complessiva orientativa sale al 35%-45% del reddito disponibile complessivo, quindi gli importi tendono ad aumentare.

Nel caso-esempio del Tribunale di Genova con due genitori da 1.500 euro e 10 giorni al mese presso il genitore non collocatario, il delta matematico è 166,66 euro, ma il documento osserva che un assegno congruo può collocarsi anche tra 200 e 250 euro, o più, in base alle variabili del caso concreto. È il modo più corretto per leggere queste tabelle: ordine di grandezza, non automatismo.

Spese ordinarie e straordinarie per i figli dopo la separazione

Cosa Copre l'Assegno di Mantenimento Figli

L'assegno di mantenimento figli copre in linea generale le spese ordinarie di vita quotidiana. Le linee guida di Milano 2025 indicano, a titolo esemplificativo, il vitto, il concorso alle spese di casa, l'abbigliamento ordinario, la cancelleria scolastica ricorrente nell'anno e i medicinali da banco.

Spese ordinarie coperte dall'assegno

  • • Vitto e concorso alle spese di casa
  • • Abbigliamento ordinario
  • • Cancelleria scolastica ricorrente
  • • Medicinali da banco

Spese Straordinarie: Riparto e Casi Particolari

Le spese straordinarie sono quelle che non risultano prevedibili e ponderabili al momento in cui viene fissato l'assegno ordinario. La Cassazione ha ricondotto a questa categoria, ad esempio, spese universitarie e abitative di uno studente fuori sede quando, per entità e sopravvenienza, non erano ragionevolmente determinabili al momento della quantificazione dell'assegno.

Spese extra-assegno senza previo accordo

  • • Tasse scolastiche e universitarie
  • • Libri di testo
  • • Corredo scolastico di inizio anno
  • • Dotazione informatica richiesta dalla scuola
  • • Assicurazione scolastica
  • • Trasporto pubblico
  • • Mensa scolastica (Milano 2025)

Spese extra-assegno con previo accordo

  • • Alcune spese mediche
  • • Corsi di lingue
  • • Attività sportive
  • • Patente di guida
  • • Alcuni costi del mezzo di trasporto del figlio

Attenzione: alcune voci di confine cambiano a seconda del tribunale. La mensa scolastica, ad esempio, è extra-assegno a Milano 2025 ma è considerata spesa ordinaria nell'orientamento di Genova. Conta sempre leggere il provvedimento del giudice e il protocollo locale.

Il riparto non è automaticamente 50 e 50. La Cassazione ha chiarito che va fissato in misura proporzionale al reddito di ciascun genitore, tenendo conto delle risorse di entrambi e della valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti.

Mantenimento Figli Maggiorenni: Quando Si Smette di Pagare

Il mantenimento figli maggiorenni non si interrompe automaticamente al compimento dei 18 anni. L'art. 337-septies c.c. prevede che il giudice possa disporre un assegno periodico in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente; salvo diversa decisione, l'assegno è versato direttamente all'avente diritto. Per i figli maggiorenni con handicap grave si applicano integralmente le regole previste per i minori.

In pratica, il mantenimento continua finché il figlio non raggiunge una reale indipendenza economica oppure finché il provvedimento non viene modificato o revocato.

01

Perdita del lavoro

Se il figlio maggiorenne ha già raggiunto un'adeguata capacità lavorativa, la successiva perdita del lavoro non fa rinascere automaticamente l'obbligo di mantenimento: può residuare al più un obbligo alimentare.

02

Ospitalità in casa

Il genitore obbligato non può sostituire unilateralmente l'assegno offrendo ospitalità in casa. La convivenza può incidere sulla quantificazione, ma non è una modalità alternativa scelta da solo.

Come Chiedere una Modifica dell'Importo

Se cambiano i redditi, i tempi di permanenza del figlio, le spese sanitarie o scolastiche, l'assetto abitativo o l'autonomia economica del figlio maggiorenne, l'importo può essere rivisto. L'art. 473-bis.29 c.p.c. consente alle parti di chiedere in ogni tempo la revisione dei provvedimenti che riguardano i minori e i contributi economici quando sopravvengono giustificati motivi.

Quando è possibile chiedere la revisione

  • • Variazione significativa dei redditi di uno o entrambi i genitori
  • • Cambio dei tempi di permanenza del figlio
  • • Nuove spese sanitarie o scolastiche rilevanti
  • • Modifica dell'assetto abitativo
  • • Raggiungimento dell'autonomia economica del figlio maggiorenne

Mantenimento Figli: Domande Frequenti

Le domande più cercate su calcolo, importi, spese straordinarie e figli maggiorenni.

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