GUIDA AGGIORNATA 2026
Divorzio giudiziale: cos'è, quando serve, procedura, tempi e costi
Tutto quello che devi sapere sul divorzio contenzioso — procedura completa, tempi reali, costi e alternative quando manca l'accordo
Indice della guida
Cos'è il Divorzio Giudiziale
Il divorzio giudiziale, chiamato anche divorzio contenzioso, è il procedimento da avviare quando i coniugi non raggiungono un accordo sulle condizioni del divorzio oppure quando uno dei due non vuole aderire a una soluzione condivisa. La legge sul divorzio prevede che lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio possa essere domandato anche da uno solo dei coniugi.
È importante non confonderlo con la separazione giudiziale. La separazione e il divorzio restano infatti procedimenti diversi: nel percorso ordinario il divorzio viene dopo la separazione, anche se oggi il codice consente di proporre le due domande nello stesso fascicolo. In quel caso, però, la domanda di divorzio diventa procedibile solo dopo il decorso del termine previsto dalla legge e dopo il passaggio in giudicato della sentenza che pronuncia la separazione personale.
Differenza tra Divorzio Giudiziale e Divorzio Consensuale
Nel linguaggio comune si parla ancora di divorzio consensuale; nel codice di procedura civile, dopo la riforma, il rito è quello del procedimento su domanda congiunta. La differenza pratica è semplice: nel procedimento congiunto i coniugi depositano insieme il ricorso e presentano condizioni già concordate; nel divorzio giudiziale, invece, il ricorso è proposto da una parte contro l'altra e il giudice deve decidere le questioni rimaste controverse.
Per questo, quando l'accordo esiste davvero su tutti i punti, la strada naturale è il divorzio consensuale online; quando invece l'accordo manca, si passa al giudiziale.
| Divorzio Consensuale | Divorzio Giudiziale | |
|---|---|---|
| Accordo | Necessario su tutti i punti | Non richiesto |
| Ricorso | Congiunto (entrambi firmano) | Di parte (uno contro l'altro) |
| Chi decide | I coniugi, il giudice ratifica | Il giudice |
| Contributo unificato | €43 | €98 |
| Tempi medi | 1–3 mesi | 6 mesi – diversi anni |
Quando è Necessario il Divorzio Giudiziale
Il divorzio giudiziale serve quando il conflitto riguarda uno o più aspetti essenziali:
- · Affidamento e tempi di permanenza dei figli
- · Assegno divorzile — importo, durata, criteri
- · Casa familiare — assegnazione e modalità d'uso
- · Contributi economici e rapporti patrimoniali
- · Rifiuto del coniuge — uno dei due non vuole divorziare o non collabora
Nel rito attuale il giudice, se la causa è già matura sullo status, può anche decidere prima sul divorzio in sé e far proseguire il procedimento per le ulteriori questioni economiche o familiari. Questo è uno degli aspetti più rilevanti della disciplina vigente, perché permette di separare il tema dello status da quello, spesso più lungo, delle domande accessorie.
Sull'assegno divorzile: la Cassazione ha ribadito che l'assegno non serve a ricostruire automaticamente il precedente tenore di vita matrimoniale, ma ha funzione assistenziale e, quando ne ricorrono i presupposti, anche compensativa e perequativa, secondo i criteri dell'art. 5, comma 6, della legge sul divorzio.
Quando Si Può Chiedere il Divorzio Giudiziale
Nel caso ordinario, il divorzio si può domandare quando la separazione si è protratta ininterrottamente:
- · Dodici mesi dall'avvenuta comparizione dei coniugi nella procedura di separazione personale, se la separazione è giudiziale
- · Sei mesi nel caso di separazione consensuale, anche quando un giudizio contenzioso si sia poi trasformato in consensuale
- · Sei mesi anche dalla data certificata nell'accordo di separazione raggiunto con negoziazione assistita o dalla data dell'accordo davanti all'ufficiale dello stato civile
La legge prevede anche alcune ipotesi particolari nelle quali il divorzio può essere chiesto per ragioni diverse dalla precedente separazione, ma per la grande maggioranza dei casi il percorso ordinario resta quello appena indicato.
Divorzio Giudiziale: Procedura Completa
Il divorzio giudiziale segue il rito unificato introdotto dalla riforma Cartabia. Ecco le sette fasi della procedura.
Deposito del ricorso
Il divorzio giudiziale si apre con ricorso al tribunale competente. In assenza di figli minori, di regola è competente il tribunale del luogo di residenza o domicilio del convenuto; se il convenuto è irreperibile o residente all'estero, il ricorso si propone davanti al tribunale del luogo di residenza o domicilio dell'attore, o, se anche l'attore risiede all'estero, davanti a qualunque tribunale della Repubblica.
Documenti da allegare
Se ci sono domande di contributo economico o figli minori, il codice richiede già con il ricorso:
- · Le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni
- · La documentazione su immobili, beni mobili registrati e quote sociali
- · Gli estratti conto dei rapporti bancari e finanziari degli ultimi tre anni
- · Il piano genitoriale (nei procedimenti relativi ai minori)
Fissazione della prima udienza
Dopo il deposito, il presidente, entro tre giorni, designa il relatore e fissa l'udienza di prima comparizione. Tra il deposito del ricorso e l'udienza non devono trascorrere più di novanta giorni. Il convenuto deve costituirsi almeno trenta giorni prima dell'udienza e la notificazione del ricorso deve avvenire con almeno sessanta giorni liberi prima dell'udienza stessa.
Provvedimenti indifferibili (se c'è urgenza)
Se esiste un pregiudizio imminente e irreparabile, il presidente o il giudice delegato può adottare subito, con decreto provvisoriamente esecutivo, i provvedimenti indifferibili necessari nell'interesse dei figli e delle parti. L'udienza per la conferma, modifica o revoca va fissata entro i successivi quindici giorni.
Udienza di comparizione e tentativo di conciliazione
All'udienza le parti devono comparire personalmente, salvo gravi e comprovati motivi. Il giudice le sente, congiuntamente o separatamente, e tenta la conciliazione. Se la conciliazione non riesce, emette con ordinanza i provvedimenti temporanei e urgenti che ritiene opportuni nell'interesse delle parti e dei figli; quando dispone un contributo economico, può fissarne la decorrenza anche retroattivamente fino alla data della domanda.
Scambio di memorie e fase istruttoria
Il rito è molto scandito. L'attore può depositare una memoria fino a venti giorni prima dell'udienza; il convenuto può replicare fino a dieci giorni prima; l'attore può depositare prova contraria fino a cinque giorni prima. Se la causa non è già pronta per la decisione, il giudice fissa entro i successivi novanta giorni l'udienza per l'assunzione dei mezzi di prova ammessi.
Sentenza
Alla fine il tribunale decide con sentenza. Se il procedimento è stato cumulato con la separazione, la sentenza contiene autonomi capi per le diverse domande e determina la decorrenza dei diversi contributi economici. Se, invece, la domanda sullo status è già matura ma restano da decidere questioni ulteriori, il giudice può pronunciare prima sulla domanda relativa allo stato delle persone e far proseguire il processo sul resto.
Divorzio Giudiziale: Tempi
Quando si cercano informazioni su divorzio giudiziale tempi, bisogna distinguere tra due piani diversi.
Il primo è il tempo minimo per poter presentare la domanda: di regola servono dodici mesi dalla separazione giudiziale oppure sei mesi dalla separazione consensuale.
Il secondo è la durata del processo. La legge detta tempi abbastanza precisi solo nella fase iniziale:
Entro 90 giorni
Prima udienza dal deposito del ricorso
Almeno 30 giorni prima
Costituzione del convenuto
Entro 90 giorni
Eventuale udienza istruttoria dall'ammissione delle prove
Non esiste però un termine unico nazionale entro cui ogni causa di divorzio giudiziale deve necessariamente chiudersi. Gli stessi tribunali, nelle schede informative rivolte ai cittadini, segnalano che le tempistiche non sono stimabili in astratto e variano secondo il caso, il tribunale competente, la presenza di figli e la complessità della prova.
Se entrambi i coniugi trovano un accordo in qualsiasi fase del processo, la causa può trasformarsi in consensuale — con tempi e costi drasticamente ridotti.
Divorzio Giudiziale: Costi
Sul tema divorzio giudiziale costi, il dato realmente certo e verificabile è il contributo unificato.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Contributo unificato — divorzio giudiziale | €98 |
| Contributo unificato — divorzio congiunto | €43 |
| Cumulo separazione + divorzio (contenzioso) | €98 + €98 |
| Cumulo separazione + divorzio (congiunto) | €43 + €43 |
Le schede ufficiali dei tribunali indicano inoltre che, per questi procedimenti, non sono dovute anticipazioni forfettarie.
Il secondo costo — e di gran lunga il più rilevante — è quello dell'avvocato. La normativa sui parametri forensi non fissa un importo unico: il compenso dipende da complessità, valore della causa, numero di udienze e questioni trattate. Tuttavia, applicando i parametri ministeriali alle fasi tipiche di un divorzio giudiziale, è possibile stimare un ordine di grandezza realistico.
| Complessità della causa | Compenso orientativo (per parte) |
|---|---|
| Bassa — questioni patrimoniali limitate, nessun figlio | ∼ €3.000 |
| Media — figli, assegno di mantenimento, casa familiare | ∼ €6.000 |
| Alta — patrimoni rilevanti, imprese, CTU, più udienze | ∼ €9.500+ |
Nella pratica, la maggior parte dei divorzi giudiziali ricade nella fascia media: considerando le quattro fasi del procedimento (studio, introduttiva, istruttoria, decisoria), il costo dell'avvocato si aggira mediamente intorno ai €7.000 per parte. A questo vanno aggiunti IVA (22%), contributo cassa avvocati (4%) e spese vive.
Questi importi sono per ciascun coniuge: nel divorzio giudiziale ognuno ha il proprio avvocato. Il costo complessivo della causa per la coppia è quindi circa il doppio.
Per un approfondimento completo su ogni voce di spesa, consulta la guida dedicata: avvocato divorzio costi.
Alternative al Divorzio Giudiziale
La prima alternativa è il divorzio su domanda congiunta: entrambe le parti firmano il ricorso, indicano la loro situazione reddituale e patrimoniale dell'ultimo triennio e sottopongono al tribunale condizioni già concordate sui figli e sui rapporti economici.
La seconda è la negoziazione assistita. La legge la definisce come una convenzione conclusa tra i coniugi con l'assistenza di almeno un avvocato per parte, allo scopo di raggiungere una soluzione consensuale di separazione, divorzio o modifica delle condizioni. La convenzione deve prevedere un termine per la procedura non inferiore a un mese e non superiore a tre mesi, prorogabile per ulteriori trenta giorni.
La negoziazione assistita è una vera alternativa solo quando un'intesa è ancora possibile; se il coniuge non aderisce o non c'è accordo sui punti essenziali, la strada resta il divorzio giudiziale.
Divorzio Giudiziale: Domande Frequenti
Le risposte alle domande più comuni sul divorzio giudiziale in Italia.
Inizia il Tuo Divorzio Online Oggi
Scegli il divorzio online semplice con avvocati iscritti all'Ordine. Compila il questionario gratuito in 5 minuti e ricevi un preventivo personalizzato.
Inizia Gratis — 5 Minuti