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Grey divorce in Italia: perché aumentano i divorzi dopo i 60 anni e quali effetti legali hanno

Grey divorce in Italia: perché aumentano i divorzi dopo i 60 anni e quali effetti legali hanno

Un fenomeno sempre più visibile anche in Italia

Con l’espressione grey divorce si descrivono separazioni e divorzi tra persone over 60, o comunque in età matura, spesso dopo matrimoni durati molti anni. È però importante chiarire subito un punto: il grey divorce non è una categoria giuridica autonoma. Sul piano legale si applicano le stesse regole previste per ogni divorzio in Italia.

Ciò che cambia è il contesto concreto. Dopo i 60 anni la crisi coniugale riguarda spesso figli già maggiorenni, una casa di proprietà, risparmi accumulati nel tempo, pensioni già maturate o vicine alla maturazione e un equilibrio economico costruito in decenni di vita comune. Per questo il grey divorce non è solo un fatto sociologico: produce effetti pratici rilevanti su patrimonio, assistenza reciproca e organizzazione della vita futura.

Perché sempre più coppie si separano dopo i 60 anni

Le ragioni sono spesso molteplici. Da un lato il divorzio è meno stigmatizzato rispetto al passato; dall’altro l’allungamento della vita porta molte persone a non voler trascorrere altri venti o trent’anni in una relazione ormai esaurita. Conta anche il cambiamento economico e sociale: soprattutto per molte donne, l’autonomia personale e reddituale rende più concreta la possibilità di uscire da un rapporto non più soddisfacente.

Dal punto di vista giuridico, i coniugi restano vincolati ai doveri di fedeltà, assistenza morale e materiale, collaborazione e coabitazione previsti dall’art. 143 c.c. Se però la prosecuzione della convivenza diventa intollerabile, oppure si verifica un fatto che arreca grave pregiudizio all’educazione della prole, la separazione può essere chiesta ai sensi dell’art. 151 c.c.; se invece vi è accordo, trova applicazione l’art. 158 c.c.

  • Molte coppie rimandano la decisione finché i figli non diventano autonomi.
  • La crisi raramente nasce all’improvviso: più spesso chiude un logoramento durato anni.
  • L’idea di aprire una nuova fase di vita, anche affettiva, è oggi più accettata sul piano sociale.
  • Con l’età tende a pesare di più il benessere personale e meno la sola apparenza formale del matrimonio.

Quando la crisi dipende dalla violazione grave dei doveri coniugali, nella separazione giudiziale può essere domandato anche l’addebito della separazione ai sensi dell’art. 151, secondo comma, c.c. Nella pratica del grey divorce, però, il tema più delicato è di solito la sistemazione economica della fine del rapporto, più che l’accertamento della colpa.

Coppia over 60 che affronta la fine del matrimonio

Cosa cambia davvero sul piano giuridico

Chi affronta una crisi dopo i 60 anni deve anzitutto distinguere bene tra separazione e divorzio. La separazione personale non scioglie il matrimonio, ma attenua alcuni doveri coniugali; il divorzio, invece, scioglie il vincolo civile o fa cessare gli effetti civili del matrimonio concordatario. Nella via ordinaria il divorzio si chiede, dopo la separazione, nei casi previsti dall’art. 3, primo comma, n. 2, lett. b), della legge 1° dicembre 1970, n. 898.

Con la legge 6 maggio 2015, n. 55, il cosiddetto divorzio breve ha ridotto i tempi: la domanda di divorzio può essere proposta dopo 6 mesi nella separazione consensuale e dopo 12 mesi nella separazione giudiziale. Il termine decorre, a seconda dei casi, dalla comparizione dei coniugi nella procedura di separazione oppure dalla data dell’accordo concluso con negoziazione assistita o davanti all’ufficiale dello stato civile. Resta fermo, però, che il divorzio non scatta automaticamente dopo la separazione: serve sempre un autonomo passaggio formale.

Quando c’è intesa, la strada più efficiente resta spesso la separazione consensuale, seguita poi da un divorzio consensuale. In alternativa, i coniugi possono ricorrere alla negoziazione assistita prevista dall’art. 6 del d.l. 12 settembre 2014, n. 132, convertito nella legge 10 novembre 2014, n. 162. L’accordo davanti all’ufficiale dello stato civile, spesso chiamato divorzio in Comune, è invece possibile solo nei casi previsti dall’art. 12 dello stesso decreto: in assenza di figli minori, di figli maggiorenni incapaci, portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti, e purché l’accordo non contenga patti di trasferimento patrimoniale.

I punti più delicati nei divorzi dopo i 60 anni

Assegno e autosufficienza economica

Nei matrimoni lunghi il profilo economico è spesso centrale. Durante la separazione può essere riconosciuto l’assegno di mantenimento ai sensi dell’art. 156 c.c., in favore del coniuge cui la separazione non sia addebitabile e che non disponga di adeguati redditi propri. Dopo il divorzio si valuta l’eventuale assegno divorzile ai sensi dell’art. 5 della legge n. 898/1970. In età matura assumono un peso particolare la durata del matrimonio, l’età delle parti, la capacità residua di produrre reddito, il contributo dato alla vita familiare e gli eventuali sacrifici professionali sostenuti da uno dei coniugi.

Casa, mutuo e regime patrimoniale

Un altro nodo tipico del grey divorce riguarda la casa. Prima di firmare qualsiasi accordo è indispensabile distinguere tra proprietà dell’immobile, eventuale mutuo, quote di comproprietà e regime patrimoniale scelto dai coniugi. Lo scioglimento della comunione legale è disciplinato dall’art. 191 c.c. Ma c’è un aspetto spesso frainteso: la casa familiare non viene assegnata automaticamente al coniuge economicamente più debole. L’assegnazione è collegata in via prioritaria all’interesse dei figli ai sensi dell’art. 337-sexies c.c.; se i figli sono ormai autonomi, il tema si risolve soprattutto sul piano proprietario ed economico. Per chi deve affrontare questo punto in concreto, è utile approfondire la questione della casa e mutuo nella separazione.

Pensione, TFR e successione

Dopo una lunga unione, il divorzio può incidere anche su prestazioni maturate nel tempo. L’art. 9, commi 2 e 3, della legge n. 898/1970 prevede che l’ex coniuge non risposato e titolare di assegno divorzile possa ottenere la pensione di reversibilità, oppure una quota di essa se concorre con un coniuge superstite, purché il rapporto da cui deriva il trattamento pensionistico sia anteriore alla sentenza di divorzio. L’art. 12-bis della stessa legge regola invece il diritto dell’ex coniuge non risposato e titolare di assegno divorzile a una quota del TFR percepito dall’altro coniuge, pari al 40% della parte riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio. Sul piano successorio, con la separazione senza addebito restano i diritti successori del coniuge; se invece vi è addebito, l’art. 548 c.c. riconosce solo, a determinate condizioni, un assegno vitalizio a carico dell’eredità. Con il divorzio, invece, la qualità di coniuge viene meno.

Figli maggiorenni non sempre significa obblighi finiti

Nel grey divorce i figli sono spesso adulti, ma non sempre economicamente autosufficienti. In questi casi può continuare il dovere di mantenimento previsto dall’art. 337-septies c.c. La questione è particolarmente rilevante quando un figlio maggiorenne vive ancora nella casa familiare o ha esigenze di studio, salute o formazione che incidono sull’equilibrio economico dei genitori.

Consulenza legale su divorzio dopo i 60 anni e accordi patrimoniali

Perché un accordo scritto bene vale più di mille promesse

Nei divorzi in età matura gli errori si pagano più cari, perché si interviene su patrimoni consolidati e su una fase della vita in cui recuperare stabilità economica può essere più difficile. Un accordo ben costruito deve disciplinare con precisione somme dovute, tempi di pagamento, uso o vendita della casa, eventuali obblighi verso i figli, rapporti bancari, polizze e profili previdenziali. Prima di iniziare conviene verificare anche quali sono i documenti per il divorzio necessari e se, in presenza di un’intesa reale, un divorzio consensuale online possa essere la strada più semplice.

In sintesi, il grey divorce non introduce regole nuove, ma rende più evidenti questioni che nei divorzi tardivi pesano di più: casa, pensione, assistenza reciproca, eredità e tenuta economica futura. Quanto più lungo è stato il matrimonio, tanto più serve una strategia legale lucida, concreta e ben documentata.

Chiudere un rapporto in modo ordinato non significa cancellare il passato, ma dare una forma giuridica corretta a una scelta ormai maturata, riducendo il conflitto e proteggendo entrambe le parti in una fase delicata della vita.