Chi Presenta la Domanda di Divorzio?
Marito, moglie o entrambi: i dati ISTAT regione per regione su chi avvia la procedura di divorzio in Italia, dal 2008 al 2022.
Indice della guida
Panoramica Nazionale: Chi Avvia il Divorzio?
Una delle domande più frequenti quando si parla di divorzio riguarda chi, tra i due coniugi, prende l'iniziativa di presentare la domanda. I dati ISTAT forniscono un quadro chiaro: nella maggioranza dei casi è il marito a presentare la domanda di divorzio, anche se la differenza con le mogli non è così ampia come si potrebbe pensare.
L'analisi dei dati dal 2008 al 2022 mostra un andamento sostanzialmente stabile, con il marito che presenta la domanda in circa il 54% dei casi, la moglie nel 43% e la domanda congiunta che si attesta attorno all'1,5%. Questi numeri raccontano una storia più sfumata di quanto spesso si creda: il divorzio non è una decisione che parte quasi sempre da una delle due parti, ma piuttosto una scelta in cui entrambi i generi sono attivamente coinvolti.
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Domanda del marito
Anno 2022
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Domanda della moglie
Anno 2022
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Domanda congiunta
Anno 2022
Chi Presenta Domanda di Divorzio: il Grafico 2008–2022
Il grafico a barre mostra la composizione percentuale delle domande di divorzio per ogni biennio, dal 2008 al 2022. Seleziona una regione per confrontare i dati locali con la media nazionale. Passa il mouse sulle barre per vedere i dettagli.
Analisi per Genere: Perché il Marito Presenta Più Spesso Domanda
Il dato che il marito presenti la domanda di divorzio più frequentemente della moglie potrebbe sembrare controintuitivo. In molte culture e nel sentire comune, il divorzio viene spesso associato a una decisione femminile. In realtà, la situazione italiana è più articolata e riflette una serie di fattori giuridici e sociali.
Dal punto di vista giuridico, chi presenta formalmente la domanda non è necessariamente chi ha “voluto” la separazione. In molti casi la decisione è condivisa, ma per ragioni procedurali o di opportunità legale la domanda viene presentata da uno dei due coniugi. Gli avvocati familiaristi confermano che spesso la scelta di chi firma la domanda è frutto di una strategia processuale, non di un impulso emotivo.
Un altro elemento da considerare è il percorso che precede il divorzio. In Italia il divorzio presuppone una separazione legale (salvo la riforma Cartabia del 2022 che ha introdotto il procedimento unico). In molti casi, la separazione è stata voluta e gestita dalla moglie, mentre il marito attende e poi presenta la domanda di divorzio una volta maturati i requisiti temporali.
In Italia, chi presenta formalmente la domanda di divorzio non è necessariamente chi ha voluto la fine del matrimonio. La scelta è spesso legata a ragioni procedurali e di strategia legale.
Un dato internazionale interessante: negli Stati Uniti e nel Regno Unito, le statistiche mostrano un trend opposto, con le donne che presentano domanda di divorzio nel 65-70% dei casi. La differenza con l'Italia suggerisce che il dato è fortemente influenzato dal sistema giuridico nazionale. Nel sistema italiano, che prevede il doppio passaggio separazione-divorzio, la dinamica di chi presenta formalmente la domanda risulta diversa da quella dei Paesi con divorzio diretto.
È importante sottolineare che la percentuale di domande presentate dal marito è rimasta stabile nel tempo, oscillando tra il 52% e il 55% nell'intero periodo 2008-2022. Questa stabilità suggerisce che il fenomeno è legato a fattori strutturali del sistema giudiziario italiano, più che a cambiamenti culturali recenti.
La Domanda Congiunta: un Fenomeno Marginale ma Significativo
La domanda congiunta di divorzio rappresenta una quota molto ridotta del totale, attestandosi attorno all'1,5% nel 2022 (era circa il 3% nel periodo 2008-2014). Questo dato può sorprendere, considerando che il divorzio consensuale in senso ampio è molto più diffuso. La spiegazione sta nella distinzione tra chi presenta la domanda e come si svolge la procedura.
Anche quando i coniugi sono d'accordo su tutto — divisione dei beni, affidamento dei figli, assegno di mantenimento — nella maggior parte dei casi la domanda viene comunque presentata da uno solo dei due. La procedura consensuale, infatti, non richiede necessariamente una domanda congiunta: è sufficiente che un coniuge presenti la domanda e l'altro aderisca alle condizioni concordate.
Tuttavia, la domanda congiunta ha un significato simbolico e pratico importante. Quando entrambi i coniugi firmano la domanda, segnalano al tribunale la completa condivisione della decisione fin dal primo atto formale. Questo può semplificare ulteriormente l'iter e ridurre i tempi.
La domanda congiunta di divorzio riguarda meno del 2% dei casi nel 2022. Anche nel divorzio consensuale, nella maggior parte dei casi un solo coniuge presenta formalmente la domanda.
Con l'introduzione della negoziazione assistita (D.L. 132/2014) e della possibilità di divorziare in Comune, la domanda congiunta ha assunto un ruolo diverso. In queste procedure extragiudiziali, entrambi i coniugi partecipano attivamente fin dall'inizio, rendendo più naturale una presentazione congiunta. Non è un caso che nelle regioni con maggior diffusione delle procedure extragiudiziali la percentuale di domande congiunte tende a essere leggermente più alta.
Le Differenze Regionali nella Domanda di Divorzio
I dati ISTAT rivelano differenze significative tra le regioni italiane nella distribuzione di chi presenta la domanda di divorzio. Le regioni del Nord tendono a mostrare una distribuzione più equilibrata tra marito e moglie, mentre nelle regioni del Sud la predominanza del marito come richiedente è più marcata.
In Lombardia e Emilia-Romagna, ad esempio, la quota di domande presentate dalla moglie si avvicina al 44-46%, mentre in Campania e Sicilia la percentuale del marito si avvicina al 58%. Questa variabilità riflette differenze socio-culturali e la diversa diffusione delle procedure extragiudiziali, più utilizzate nel Centro-Nord.
Le regioni più piccole, come Valle d'Aosta, Molise e Basilicata, presentano oscillazioni più ampie da un anno all'altro a causa dei numeri assoluti ridotti, che rendono le percentuali meno stabili. Per queste realtà, è più significativo guardare alla media del periodo piuttosto che al singolo anno.
Nel Nord Italia la distribuzione tra marito e moglie è più equilibrata. Al Sud la predominanza del marito come richiedente è più accentuata.
Metodologia e Fonti
Fonte dei dati
I dati provengono dalle rilevazioni ISTAT “Separazioni personali dei coniugi” e “Scioglimenti e cessazioni degli effetti civili del matrimonio”, disponibili sul sito istat.it.
Periodo di riferimento
I dati coprono il periodo 2008–2022. L'infografica visualizza gli anni pari (biennali) per evitare sovraccarico visivo e facilitare la lettura del trend.
Classificazione
Le domande sono classificate in tre categorie: marito (il marito presenta la domanda), moglie (la moglie presenta la domanda) e entrambi (domanda congiunta). Le percentuali sommano sempre al 100%.
Nota: i dati regionali possono presentare variazioni significative per le regioni più piccole, dove i numeri assoluti ridotti amplificano le oscillazioni percentuali. Ultimo aggiornamento di questa pagina: 31 marzo 2026.
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