Un fascicolo digitale unico per separazioni e divorzi consensuali
Al Ministro della Giustizia, al Ministro dell'Interno e alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per la trasformazione digitale,
una separazione o un divorzio consensuale dovrebbe rappresentare il percorso più semplice, trasparente e meno conflittuale per due persone che hanno già raggiunto un accordo.
Eppure, ancora oggi, chi affronta una procedura consensuale può trovarsi senza uno strumento unico attraverso il quale verificare se l'accordo è stato depositato; se la Procura lo ha ricevuto; se sono necessarie integrazioni; se il nullaosta o l'autorizzazione è stato emesso; se l'accordo è stato trasmesso al Comune; se la trascrizione nei registri dello stato civile è stata completata.
Per conoscere lo stato della pratica, le parti devono spesso rivolgersi ripetutamente al proprio avvocato, alla Procura o al Comune, mentre documenti e comunicazioni vengono scambiati attraverso sistemi e uffici diversi.
Nei procedimenti civili in tribunale, la parte può autenticarsi al Portale dei Servizi Telematici del Ministero della Giustizia e consultare il proprio fascicolo, visualizzando documenti, eventi e comunicazioni. È giusto che un livello analogo di trasparenza sia garantito anche a chi sceglie una procedura consensuale extragiudiziale.
La digitalizzazione è già iniziata. Dal 16 ottobre 2025 gli avvocati possono depositare telematicamente in Procura gli accordi di negoziazione assistita. Tuttavia, questo rappresenta soltanto una parte del percorso: il passaggio successivo al Comune e la trascrizione nei registri dello stato civile non sono ancora inseriti in un'esperienza digitale nazionale, uniforme e direttamente consultabile dalle persone interessate.
Il problema riguarda un numero rilevante di cittadini. Secondo i dati ISTAT relativi al 2024, più di un divorzio su tre è stato definito mediante una procedura extragiudiziale. Le procedure di negoziazione assistita e quelle davanti all'ufficiale di stato civile hanno rappresentato complessivamente il 48,1% di tutti i divorzi consensuali.
Nel frattempo, lo Stato sta realizzando l'Archivio Nazionale informatizzato dei registri dello Stato Civile, destinato a rendere digitali, uniformi e interoperabili i registri comunali. Esistono quindi già le infrastrutture dalle quali partire per collegare il procedimento gestito dagli avvocati e dalla Procura con la sua conclusione davanti all'ufficiale di stato civile.
Chiediamo al Governo di:
- Istituire un fascicolo digitale nazionale per le separazioni e i divorzi consensuali conclusi mediante negoziazione assistita, comprese le successive modifiche delle condizioni.
- Consentire alle parti di accedere con SPID o CIE e di verificare in modo semplice lo stato della propria pratica, senza dover richiedere continuamente aggiornamenti ai diversi uffici coinvolti.
- Collegare il sistema «Procura Civile» con ANSC, ANPR e i sistemi comunali, affinché, una volta rilasciato il nullaosta o l'autorizzazione, l'accordo possa essere trasmesso digitalmente al Comune competente senza duplicare documenti e adempimenti.
- Mostrare chiaramente ogni fase del procedimento, indicando almeno: data del deposito; ufficio competente; eventuali documenti mancanti; emissione del nullaosta o dell'autorizzazione; trasmissione al Comune; avvenuta trascrizione; disponibilità della documentazione conclusiva.
- Prevedere notifiche automatiche e sicure, attraverso i canali digitali scelti dall'utente, quando la pratica cambia stato o richiede un'integrazione, senza inserire informazioni sensibili nel contenuto delle notifiche.
- Adottare moduli, stati della pratica e standard di servizio uniformi a livello nazionale, pubblicando anche tempi indicativi per ciascuna fase e informazioni chiare in caso di ritardo.
- Digitalizzare, per le procedure davanti all'ufficiale di stato civile, la verifica preliminare dei requisiti, la prenotazione degli appuntamenti, l'invio della documentazione consentita e il monitoraggio della pratica, lasciando ferme le comparizioni personali previste dalla legge.
- Garantire la protezione dei dati personali, attraverso accessi profilati, autenticazione sicura, registrazione degli accessi, minimizzazione dei dati e adeguati tempi di conservazione.
- Mantenere canali di assistenza non digitali, affinché la riforma non penalizzi chi non possiede adeguate competenze o strumenti tecnologici.
- Pubblicare un piano operativo interministeriale, con responsabilità e scadenze definite, e avviare una sperimentazione in un gruppo rappresentativo di Procure e Comuni prima dell'estensione nazionale.
Non chiediamo un divorzio automatico o privo di garanzie
Questa petizione non chiede di eliminare il ruolo degli avvocati, il controllo della Procura, le tutele previste in presenza di figli o le comparizioni personali richieste dalla legge. Non chiediamo un «divorzio con un clic». Chiediamo che gli adempimenti già previsti dalla legge siano collegati attraverso un percorso digitale unico, trasparente e sicuro.
Gli avvocati devono continuare a svolgere le attività che la legge riserva loro. La Procura deve continuare a effettuare i controlli previsti. Gli ufficiali dello stato civile devono continuare a verificare e trascrivere gli accordi. Ma i cittadini devono poter sapere, in ogni momento, dove si trova la loro pratica e quali passaggi restano da completare.
Perché questa riforma è necessaria
Un fascicolo digitale nazionale potrebbe ridurre duplicazioni e trasmissioni ripetute degli stessi documenti; limitare errori, ritardi e pratiche incomplete; diminuire le richieste di aggiornamento rivolte ad avvocati e uffici pubblici; rendere più uniformi i servizi offerti dai diversi Comuni; aiutare le persone che vivono lontano dal Comune competente o all'estero; aumentare la trasparenza e la fiducia nella pubblica amministrazione.
Una procedura non dovrebbe diventare meno trasparente soltanto perché viene conclusa consensualmente e senza un ordinario giudizio in tribunale.
Firmiamo per chiedere che la digitalizzazione della giustizia arrivi fino all'ultimo passaggio: non soltanto depositare documenti online, ma permettere alle persone di seguire, comprendere e completare in modo sicuro la propria pratica.