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PETIZIONE · SEPARAZIONI E DIVORZI CONSENSUALI

Divorzio Online: la Petizione per un Fascicolo Digitale Nazionale

Chiediamo al Governo un fascicolo digitale unico, accessibile con SPID o CIE, che colleghi avvocati, Procure e Comuni e permetta a chi si separa o divorzia consensualmente di seguire ogni fase della pratica, fino alla trascrizione nei registri dello stato civile.

IN BREVE

Una richiesta semplice: sapere sempre dove si trova la propria pratica

A cura dell'avv. Federica De Santis, CEO di Divorziare.it · Pubblicato il 4 settembre 2026

Una separazione o un divorzio consensuale dovrebbe essere il percorso più semplice, trasparente e meno conflittuale per due persone che hanno già raggiunto un accordo. Oggi, invece, chi sceglie la negoziazione assistita firma l'accordo con gli avvocati e poi perde di vista la pratica: passa dalla Procura, torna agli avvocati, arriva in Comune e si conclude con la trascrizione nei registri dello stato civile, senza che le parti abbiano un punto unico in cui verificare a che punto è.

Non chiediamo di «rendere online il divorzio», perché una parte del percorso è già telematica. Chiediamo che i passaggi previsti dalla legge siano collegati in un percorso digitale unico, visibile al cittadino: dal deposito dell'accordo alla trascrizione finale.

Cosa chiediamo

Un fascicolo digitale nazionale per separazioni e divorzi consensuali, accessibile con SPID o CIE, che mostri ogni fase: deposito, nullaosta o autorizzazione, trasmissione al Comune, trascrizione.

A chi lo chiediamo

Al Ministro della Giustizia, al Ministro dell'Interno e alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per la trasformazione digitale, con il coinvolgimento tecnico di ANCI e Consiglio Nazionale Forense.

Cosa non chiediamo

Nessun «divorzio con un clic»: restano gli avvocati, i controlli della Procura, le tutele previste per i figli e le comparizioni personali richieste dalla legge.

IL PROBLEMA

Quattro uffici, nessuna finestra unica

Nella negoziazione assistita l'accordo passa per quattro mani: gli avvocati che lo redigono e certificano, la Procura della Repubblica che rilascia il nullaosta o l'autorizzazione, il Comune in cui il matrimonio è stato iscritto o trascritto e, infine, l'ufficiale dello stato civile che esegue trascrizione e annotazioni. Ogni passaggio ha regole, canali e tempi propri, e nessuno dei quattro restituisce alle parti una vista d'insieme.

Avvocati Procura della Repubblica Comune Registri dello stato civile

Le domande a cui oggi è difficile rispondere

Chi affronta una procedura consensuale può trovarsi senza uno strumento unico attraverso il quale verificare:

  • se l'accordo è stato depositato;
  • se la Procura lo ha ricevuto;
  • se sono necessarie integrazioni;
  • se il nullaosta o l'autorizzazione è stato emesso;
  • se l'accordo è stato trasmesso al Comune;
  • se la trascrizione nei registri dello stato civile è stata completata.

Per conoscere lo stato della pratica, le parti devono rivolgersi ripetutamente al proprio avvocato, alla Procura o al Comune, mentre documenti e comunicazioni viaggiano su sistemi e uffici diversi: depositi telematici, PEC, sportelli.

Il paradosso della via consensuale

Nei procedimenti civili in tribunale la parte può autenticarsi al Portale dei Servizi Telematici del Ministero della Giustizia e consultare il proprio fascicolo, con documenti, eventi e comunicazioni. Chi sceglie la strada consensuale ed extragiudiziale, cioè la più semplice, oggi ha meno trasparenza di chi va in causa.

ESEMPI

Ogni Comune fa a modo suo

L'ultimo passaggio, quello davanti all'ufficiale dello stato civile, è anche il meno uniforme. Le pagine istituzionali di tre grandi Comuni mostrano canali di trasmissione, servizi online e tempi indicati molto diversi tra loro. Sono esempi, non un confronto esaustivo, ma bastano a capire quanto l'esperienza cambi a seconda del Comune competente.

Comune Come si trasmette l'accordo Termine indicato per la trascrizione Servizio online
Torino PEC all'ufficio di stato civile, a cura dell'avvocato entro dieci giorni Trenta giorni dal ricevimento dell'accordo Non previsto: la pagina descrive solo l'invio via PEC
Verona PEC, raccomandata con avviso di ricevimento o consegna a mano Non indicato «Il servizio online al momento non è disponibile»
Roma Capitale PEC o di persona all'Ufficio Separazioni e Divorzi Entro 180 giorni dalla presentazione della richiesta Non previsto: la pagina descrive solo PEC e sportello

Fonte: pagine istituzionali dei Comuni di Torino, Verona e Roma Capitale dedicate alla registrazione di separazioni e divorzi conclusi con negoziazione assistita, consultate il 4 settembre 2026 (riferimenti nella sezione Fonti).

Lo stesso accordo, con lo stesso nullaosta della Procura, può quindi diventare definitivo in un mese o in sei, e il cittadino non ha modo di sapere in quale punto della coda si trova. Per chi vive in un'altra città o all'estero, anche ottenere un semplice aggiornamento può diventare complicato.

Non è un problema di nicchia

Le procedure extragiudiziali sono ormai una parte strutturale del modo in cui gli italiani si separano e divorziano. I dati ISTAT relativi al 2024 lo dicono con chiarezza.

77.364

Divorzi registrati in Italia nel 2024

1 su 3

Più di un divorzio su tre si è concluso con una procedura extragiudiziale

48,1%

Dei divorzi consensuali definiti con negoziazione assistita o davanti all'ufficiale di stato civile

Nel dettaglio, 18.985 divorzi (il 24,5% del totale) sono stati conclusi direttamente in Comune e il 10,4% con negoziazione assistita; tra le separazioni, le due procedure extragiudiziali arrivano al 42,2% di quelle consensuali. Sono decine di migliaia di pratiche ogni anno che oggi si chiudono fuori dal tribunale e, proprio per questo, fuori da qualsiasi fascicolo consultabile.

Fonte: ISTAT, Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi – Anno 2024, pubblicato il 19 gennaio 2026. Tutti i dati, regione per regione, nella nostra pagina di statistiche sul divorzio in Italia.

A CHE PUNTO SIAMO

La digitalizzazione è già iniziata, ma si ferma prima del cittadino

Lo Stato ha già costruito, o sta costruendo, tre pezzi dell'infrastruttura necessaria. Il problema è che non sono collegati tra loro e che nessuno di essi è pensato per essere consultato dalle persone che si separano.

Tribunali

Portale dei Servizi Telematici

Nei procedimenti civili la parte, entrando nell'area riservata con SPID, CIE o CNS, può consultare i propri fascicoli: dettaglio, documenti, eventi e comunicazioni di cancelleria. Vale per chi è in tribunale, non per chi conclude una procedura consensuale extragiudiziale.

Procure · dal 16 ottobre 2025

Registro «Procura Civile»

La riforma Cartabia aveva già stabilito che l'accordo di negoziazione assistita fosse trasmesso alla Procura «con modalità telematiche». Dal 16 ottobre 2025 esiste il registro che lo rende possibile: gli avvocati depositano gli accordi attraverso il processo civile telematico, con una busta come quella usata per gli atti di causa. È il primo anello digitale della catena, ma resta uno strumento riservato ai professionisti: le parti non lo vedono.

Comuni · in corso

ANSC – Archivio Nazionale informatizzato dei registri dello Stato Civile

Previsto dal Codice dell'amministrazione digitale e integrato nell'Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR), l'archivio, di titolarità del Ministero dell'Interno, sta sostituendo i registri cartacei di ogni Comune. L'adesione è aperta a tutti i Comuni dal 30 giugno 2025 e diventa obbligatoria entro il 31 dicembre 2026; a gennaio 2026 il Dipartimento per la trasformazione digitale contava oltre 7.000 Comuni aderenti. È l'infrastruttura su cui può poggiare una trascrizione digitale uniforme in tutta Italia.

Manca l'anello finale. Il passaggio successivo al Comune e la trascrizione nei registri dello stato civile non sono ancora inseriti in un'esperienza digitale nazionale, uniforme e direttamente consultabile dalle persone interessate. La petizione chiede di completare e collegare infrastrutture già esistenti, non di costruire da zero un «divorzio automatico».

LA PROPOSTA

Cosa chiediamo al Governo, punto per punto

La richiesta centrale è una sola: un fascicolo digitale nazionale per le separazioni e i divorzi consensuali, accessibile alle parti con SPID o CIE, che permetta di seguire l'intero procedimento fino alla trascrizione finale. I dieci punti della petizione la traducono in misure concrete.

  1. 1

    Istituire un fascicolo digitale nazionale

    Per le separazioni e i divorzi consensuali conclusi con negoziazione assistita, comprese le successive modifiche delle condizioni. In pratica: una sola pratica e un solo identificativo, dal deposito dell'accordo alla trascrizione.

  2. 2

    Consentire alle parti di accedere con SPID o CIE

    Per verificare in modo semplice lo stato della propria pratica, senza chiedere continuamente aggiornamenti ai diversi uffici. In pratica: la stessa identità digitale già usata per ANPR, INPS o Agenzia delle Entrate.

  3. 3

    Collegare «Procura Civile» con ANSC, ANPR e i sistemi comunali

    Una volta rilasciato il nullaosta o l'autorizzazione, l'accordo deve poter essere trasmesso digitalmente al Comune competente senza duplicare documenti e adempimenti. In pratica: niente più copie autenticate da spedire via PEC o da consegnare allo sportello.

  4. 4

    Mostrare chiaramente ogni fase del procedimento

    Indicando almeno: data del deposito; ufficio competente; eventuali documenti mancanti; emissione del nullaosta o dell'autorizzazione; trasmissione al Comune; avvenuta trascrizione; disponibilità della documentazione conclusiva.

  5. 5

    Prevedere notifiche automatiche e sicure

    Attraverso i canali digitali scelti dall'utente, quando la pratica cambia stato o richiede un'integrazione, senza inserire informazioni sensibili nel contenuto delle notifiche.

  6. 6

    Adottare moduli, stati della pratica e standard di servizio uniformi

    A livello nazionale, pubblicando anche tempi indicativi per ciascuna fase e informazioni chiare in caso di ritardo. In pratica: la fine delle differenze tra Comune e Comune viste sopra.

  7. 7

    Digitalizzare anche la procedura davanti all'ufficiale di stato civile

    Verifica preliminare dei requisiti, prenotazione degli appuntamenti, invio della documentazione consentita e monitoraggio della pratica, lasciando ferme le comparizioni personali previste dalla legge.

  8. 8

    Garantire la protezione dei dati personali

    Accessi profilati, autenticazione sicura, registrazione degli accessi, minimizzazione dei dati e tempi di conservazione adeguati: una pratica di stato civile contiene alcune tra le informazioni più delicate di una persona.

  9. 9

    Mantenere canali di assistenza non digitali

    Perché la riforma non penalizzi chi non possiede adeguate competenze o strumenti tecnologici.

  10. 10

    Pubblicare un piano operativo interministeriale

    Con responsabilità e scadenze definite, e una sperimentazione in un gruppo rappresentativo di Procure e Comuni prima dell'estensione nazionale.

LE GARANZIE RESTANO

Non chiediamo un divorzio automatico o privo di garanzie

Questa petizione non chiede di eliminare il ruolo degli avvocati, il controllo della Procura, le tutele previste in presenza di figli o le comparizioni personali richieste dalla legge. Non chiediamo un «divorzio con un clic». Chiediamo che gli adempimenti già previsti dalla legge siano collegati attraverso un percorso digitale unico, trasparente e sicuro.

Gli avvocati

Continuano a svolgere le attività che la legge riserva loro: assistere ciascuna parte, redigere l'accordo, certificarne le firme e la conformità alle norme.

La Procura

Continua a effettuare i controlli previsti: il nullaosta quando non ci sono figli da tutelare, l'autorizzazione quando l'accordo deve rispondere all'interesse dei figli.

Gli ufficiali dello stato civile

Continuano a verificare e trascrivere gli accordi, e a ricevere le comparizioni personali quando la legge le richiede.

Ma i cittadini devono poter sapere, in ogni momento, dove si trova la loro pratica e quali passaggi restano da completare.

COME FUNZIONA OGGI

Il percorso della negoziazione assistita, passo per passo

La negoziazione assistita per separazione e divorzio è regolata dall'art. 6 del decreto-legge 132/2014, convertito dalla legge 162/2014. Ecco i passaggi previsti e, per ciascuno, che cosa può vedere oggi la persona interessata.

  1. 1

    Convenzione e accordo con gli avvocati

    Le parti, ciascuna assistita da almeno un avvocato, sottoscrivono la convenzione di negoziazione e poi l'accordo di separazione o di divorzio. Gli avvocati certificano l'autografia delle firme e la conformità dell'accordo alle norme imperative e all'ordine pubblico.

    Cosa vede la parte: tutto, perché è presente alla firma.

  2. 2

    Trasmissione alla Procura della Repubblica

    Senza figli minori, maggiorenni incapaci, con handicap grave o economicamente non autosufficienti, l'accordo è trasmesso al Procuratore della Repubblica, che, se non rileva irregolarità, comunica agli avvocati il nullaosta. Con figli, l'accordo va trasmesso entro dieci giorni e il Procuratore lo autorizza se risponde all'interesse dei figli; in caso contrario lo rimette al Presidente del tribunale. La trasmissione deve avvenire con modalità telematiche e dal 16 ottobre 2025 passa dal registro «Procura Civile», attraverso il processo civile telematico.

    Cosa vede la parte: nulla di diretto, dipende dagli aggiornamenti dell'avvocato.

  3. 3

    Trasmissione al Comune

    Entro dieci giorni, l'avvocato deve trasmettere copia autenticata dell'accordo, con le certificazioni, all'ufficiale dello stato civile del Comune in cui il matrimonio fu iscritto o trascritto. L'avvocato che non lo fa rischia una sanzione amministrativa da 2.000 a 10.000 euro. Il canale, come si è visto, cambia da Comune a Comune.

    Cosa vede la parte: nulla, la trasmissione parte dallo studio legale.

  4. 4

    Trascrizione e annotazioni nei registri dello stato civile

    L'ufficiale dello stato civile trascrive l'accordo e annota la separazione o il divorzio a margine dell'atto di matrimonio e degli atti di nascita dei coniugi. È il passaggio che rende il nuovo stato civile opponibile a tutti, e quello con i tempi meno uniformi.

    Cosa vede la parte: nulla, finché non chiama l'ufficio o richiede un estratto.

  5. 5

    Documentazione conclusiva

    Solo a trascrizione avvenuta si può ottenere l'estratto dell'atto di matrimonio con l'annotazione, cioè il documento che prova la separazione o il divorzio per banche, datori di lavoro, pratiche all'estero o un nuovo matrimonio. Abbiamo una guida dedicata al certificato di divorzio.

    Cosa vede la parte: deve sapere da sola quando e che cosa richiedere.

E la procedura in Comune?

Chi sceglie la separazione o il divorzio davanti all'ufficiale dello stato civile (art. 12 dello stesso decreto) compare personalmente due volte in Comune, a distanza di almeno trenta giorni. Anche qui verifica dei requisiti, prenotazione, moduli e stato della pratica passano da sportelli e procedure diverse in ogni Comune: per questo la petizione chiede di digitalizzare tutto ciò che precede e segue le comparizioni, senza toccare le comparizioni stesse.

PERCHÉ SERVE

Cosa cambierebbe con un fascicolo digitale nazionale

Meno duplicazioni

Gli stessi documenti non vengono più trasmessi più volte a uffici diversi, con copie, PEC e autentiche ripetute.

Meno errori e pratiche incomplete

Ogni fase segnala subito che cosa manca, invece di lasciare la pratica ferma senza che nessuno se ne accorga.

Meno richieste di aggiornamento

Avvocati, Procure e uffici comunali smettono di rispondere alla stessa domanda: «a che punto siamo?».

Servizi uniformi tra Comuni

Stessi moduli, stessi stati della pratica e tempi indicativi pubblicati, ovunque sia stato celebrato il matrimonio.

Un aiuto per chi è lontano o all'estero

Chi vive in un'altra città o in un altro Paese non dipende più da telefonate e sportelli in orario d'ufficio.

Più trasparenza e fiducia

Sapere dove si trova la propria pratica è il modo più semplice per fidarsi della pubblica amministrazione.

Una procedura non dovrebbe diventare meno trasparente soltanto perché viene conclusa consensualmente e senza un ordinario giudizio in tribunale. La digitalizzazione della giustizia deve arrivare fino all'ultimo passaggio: non soltanto depositare documenti online, ma permettere alle persone di seguire, comprendere e completare in modo sicuro la propria pratica.

Perché Divorziare.it sostiene questa petizione

Nel nostro lavoro quotidiano incontriamo persone che, pur avendo già raggiunto un accordo consensuale, non sanno se la loro pratica sia stata ricevuta dalla Procura, se occorrano altri documenti o se il Comune abbia completato la trascrizione. Per chi vive lontano o all'estero, anche ottenere un semplice aggiornamento può diventare complicato. Da questa esperienza nasce una richiesta semplice: consentire a ogni cittadino di seguire online una procedura che incide direttamente sul proprio stato civile.

IL TESTO INTEGRALE

Divorzio consensuale online: chiediamo un fascicolo digitale unico per seguire la pratica

È il titolo con cui la petizione è pubblicata su Change.org; qui sotto il testo così come viene sottoposto alla firma. Destinatario principale: Ministro della Giustizia. Ulteriori destinatari: Ministro dell'Interno e Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per la trasformazione digitale.

Un fascicolo digitale unico per separazioni e divorzi consensuali

Al Ministro della Giustizia, al Ministro dell'Interno e alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per la trasformazione digitale,

una separazione o un divorzio consensuale dovrebbe rappresentare il percorso più semplice, trasparente e meno conflittuale per due persone che hanno già raggiunto un accordo.

Eppure, ancora oggi, chi affronta una procedura consensuale può trovarsi senza uno strumento unico attraverso il quale verificare se l'accordo è stato depositato; se la Procura lo ha ricevuto; se sono necessarie integrazioni; se il nullaosta o l'autorizzazione è stato emesso; se l'accordo è stato trasmesso al Comune; se la trascrizione nei registri dello stato civile è stata completata.

Per conoscere lo stato della pratica, le parti devono spesso rivolgersi ripetutamente al proprio avvocato, alla Procura o al Comune, mentre documenti e comunicazioni vengono scambiati attraverso sistemi e uffici diversi.

Nei procedimenti civili in tribunale, la parte può autenticarsi al Portale dei Servizi Telematici del Ministero della Giustizia e consultare il proprio fascicolo, visualizzando documenti, eventi e comunicazioni. È giusto che un livello analogo di trasparenza sia garantito anche a chi sceglie una procedura consensuale extragiudiziale.

La digitalizzazione è già iniziata. Dal 16 ottobre 2025 gli avvocati possono depositare telematicamente in Procura gli accordi di negoziazione assistita. Tuttavia, questo rappresenta soltanto una parte del percorso: il passaggio successivo al Comune e la trascrizione nei registri dello stato civile non sono ancora inseriti in un'esperienza digitale nazionale, uniforme e direttamente consultabile dalle persone interessate.

Il problema riguarda un numero rilevante di cittadini. Secondo i dati ISTAT relativi al 2024, più di un divorzio su tre è stato definito mediante una procedura extragiudiziale. Le procedure di negoziazione assistita e quelle davanti all'ufficiale di stato civile hanno rappresentato complessivamente il 48,1% di tutti i divorzi consensuali.

Nel frattempo, lo Stato sta realizzando l'Archivio Nazionale informatizzato dei registri dello Stato Civile, destinato a rendere digitali, uniformi e interoperabili i registri comunali. Esistono quindi già le infrastrutture dalle quali partire per collegare il procedimento gestito dagli avvocati e dalla Procura con la sua conclusione davanti all'ufficiale di stato civile.

Chiediamo al Governo di:

  1. Istituire un fascicolo digitale nazionale per le separazioni e i divorzi consensuali conclusi mediante negoziazione assistita, comprese le successive modifiche delle condizioni.
  2. Consentire alle parti di accedere con SPID o CIE e di verificare in modo semplice lo stato della propria pratica, senza dover richiedere continuamente aggiornamenti ai diversi uffici coinvolti.
  3. Collegare il sistema «Procura Civile» con ANSC, ANPR e i sistemi comunali, affinché, una volta rilasciato il nullaosta o l'autorizzazione, l'accordo possa essere trasmesso digitalmente al Comune competente senza duplicare documenti e adempimenti.
  4. Mostrare chiaramente ogni fase del procedimento, indicando almeno: data del deposito; ufficio competente; eventuali documenti mancanti; emissione del nullaosta o dell'autorizzazione; trasmissione al Comune; avvenuta trascrizione; disponibilità della documentazione conclusiva.
  5. Prevedere notifiche automatiche e sicure, attraverso i canali digitali scelti dall'utente, quando la pratica cambia stato o richiede un'integrazione, senza inserire informazioni sensibili nel contenuto delle notifiche.
  6. Adottare moduli, stati della pratica e standard di servizio uniformi a livello nazionale, pubblicando anche tempi indicativi per ciascuna fase e informazioni chiare in caso di ritardo.
  7. Digitalizzare, per le procedure davanti all'ufficiale di stato civile, la verifica preliminare dei requisiti, la prenotazione degli appuntamenti, l'invio della documentazione consentita e il monitoraggio della pratica, lasciando ferme le comparizioni personali previste dalla legge.
  8. Garantire la protezione dei dati personali, attraverso accessi profilati, autenticazione sicura, registrazione degli accessi, minimizzazione dei dati e adeguati tempi di conservazione.
  9. Mantenere canali di assistenza non digitali, affinché la riforma non penalizzi chi non possiede adeguate competenze o strumenti tecnologici.
  10. Pubblicare un piano operativo interministeriale, con responsabilità e scadenze definite, e avviare una sperimentazione in un gruppo rappresentativo di Procure e Comuni prima dell'estensione nazionale.

Non chiediamo un divorzio automatico o privo di garanzie

Questa petizione non chiede di eliminare il ruolo degli avvocati, il controllo della Procura, le tutele previste in presenza di figli o le comparizioni personali richieste dalla legge. Non chiediamo un «divorzio con un clic». Chiediamo che gli adempimenti già previsti dalla legge siano collegati attraverso un percorso digitale unico, trasparente e sicuro.

Gli avvocati devono continuare a svolgere le attività che la legge riserva loro. La Procura deve continuare a effettuare i controlli previsti. Gli ufficiali dello stato civile devono continuare a verificare e trascrivere gli accordi. Ma i cittadini devono poter sapere, in ogni momento, dove si trova la loro pratica e quali passaggi restano da completare.

Perché questa riforma è necessaria

Un fascicolo digitale nazionale potrebbe ridurre duplicazioni e trasmissioni ripetute degli stessi documenti; limitare errori, ritardi e pratiche incomplete; diminuire le richieste di aggiornamento rivolte ad avvocati e uffici pubblici; rendere più uniformi i servizi offerti dai diversi Comuni; aiutare le persone che vivono lontano dal Comune competente o all'estero; aumentare la trasparenza e la fiducia nella pubblica amministrazione.

Una procedura non dovrebbe diventare meno trasparente soltanto perché viene conclusa consensualmente e senza un ordinario giudizio in tribunale.

Firmiamo per chiedere che la digitalizzazione della giustizia arrivi fino all'ultimo passaggio: non soltanto depositare documenti online, ma permettere alle persone di seguire, comprendere e completare in modo sicuro la propria pratica.

Domande frequenti sulla petizione

Che cosa chiede la petizione, che cosa esiste già e che cosa cambierebbe per chi si separa o divorzia consensualmente.

Fonti

Riferimenti istituzionali su cui si fonda la petizione, consultati il 4 settembre 2026.

1

Ministero della Giustizia – Portale dei Servizi Telematici

Servizi del Portale e consultazione dei fascicoli da parte dei cittadini autenticati. pst.giustizia.it

2

Ministero della Giustizia – Dipartimento per l'innovazione tecnologica, Direzione generale per i servizi applicativi

Nota Adempimenti di cui all'art. 6 del decreto-legge n. 132 del 2014 – Adeguamento dei sistemi civili (prot. 21557): attivazione, dal 16 ottobre 2025, del registro «Procura Civile» per il deposito telematico degli accordi di negoziazione assistita. Testo della nota (PDF)

3

ISTAT

Report Matrimoni, unioni civili, separazioni e divorzi – Anno 2024 (19 gennaio 2026): incidenza delle procedure extragiudiziali su separazioni e divorzi. istat.it

4

Dipartimento per la trasformazione digitale

I registri dello stato civile diventano digitali e aggiornamenti sulle adesioni dei Comuni all'Archivio Nazionale informatizzato dei registri dello Stato Civile, previsto dall'art. 62, comma 2-bis, del Codice dell'amministrazione digitale. innovazione.gov.it

5

Comuni di Torino, Verona e Roma Capitale

Pagine istituzionali sulla registrazione di separazioni e divorzi conclusi con negoziazione assistita: modalità di trasmissione, servizi online disponibili e tempi indicati. Città di Torino · Comune di Verona · Roma Capitale

6

Decreto-legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito dalla legge 10 novembre 2014, n. 162

Art. 6 (negoziazione assistita per separazione e divorzio: nullaosta, autorizzazione, trasmissione al Comune entro dieci giorni e relativa sanzione) e art. 12 (separazione e divorzio davanti all'ufficiale dello stato civile). normattiva.it

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Una pratica di stato civile si deve poter seguire online

Ogni firma aiuta a portare la richiesta sul tavolo di chi può realizzarla. Condividere la petizione con chi ha vissuto una separazione, o la sta vivendo, conta altrettanto.

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